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Ambiente & Turismo

Abruzzo. Campana ed il suo ponte romano.

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Scoperta lo scorso 3 febbraio la palificata alla base della costruzione. Una delle prime opere dell’ingegno romano.

Campana è uno splendido borgo, le cui prime notizie documentate risalgono all’ anno Mille, che limita la Terranera e le Rocche attraverso un’unica via di accesso: il ponte romano del I secolo dopo Cristo. Attraversandolo si può percorrere l’antica via fino a Terranera o Fontavignone e visitare la cisterna romana, in un affascinante reticolo di mulattiere e vicoli che si snodano tra i boschi di querce nel Parco Regionale Sirente Velino. Risalente all’epoca dell’imperatore Claudio, fu costruito per sviluppare la viabilità di Roma, per dare impulso all’economia e alla cultura nella penisola. Attraverso di esso si allacciavano due grandi arterie romane: la Claudio nova e la Poplica Campana.

 

Nella valle di Acciano, sebbene lunga soltanto undici miglia, restano i 12  splendidi ponti romani voluti da Claudio, di cui quello di Campana fu il primogenito. In origine era composto da quattro arcate a tutto sesto e tre taglia-acque; era lungo 130 palmi e largo poco meno di 12 tra i parapetti laterali; a metà ponte, nella parte superiore c’erano due edicole affrescate, coperte da un piccolo tetto. I costruttori del ponte lo hanno fatto “ad perpetuitatem”, usando un doppio metodo: con una calcina fluida stringevano migliaia e migliaia di sassolini per formare un solo masso, impermeabile all’acqua e non facilmente frantumabile; davano ai macigni forme geometriche diverse e le combinavano a secco, senza nessun mezzo se non la connessione, e ciò non permetteva ai massi di muoversi ne’ di poter essere divelti.

Ma su terreni lacustri, come quello sul quale sorge il Ponte romano, è elevato il rischio che un corpo tanto pesante possa prima o poi sprofondare. A tale scopo è stata avviata una campagna di indagine, ritenuta non esaustiva al fine della nuova progettazione. In attesa della definizione del progetto di restauro e della partenza dei lavori l’architetto Di Gioacchino e l’ingegnere Eusani, vincitori del bando, hanno ritenuto effettuare alcuni carotaggi che hanno portato alla scoperta: una palificata di duemila anni fa.  Duemila anni di storia immersi in un terreno argilloso, ma solidi e mai scalfiti dal tempo. Sembrerebbe proprio questo, allora, il segreto di tanta longevità ed è questo che il carotaggio, effettuato lo scorso 3 febbraio, ha dimostrato. Un intervento conoscitivo, ovviamente, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo.

Sarà probabilmente organizzato un convegno per spiegare i dettagli della scoperta. Una tecnica “che rimanda alla costruzione di Venezia. Una città che galleggia, ma non sull’acquitrino, bensì su precisi pali di fondazione sui quali vanno a poggiare le facciate dei palazzi nobiliari che tutti conosciamo bene”. L’arte militare anticipa quella civile, la storia si ripete. “Chiamiamolo genio o ingegno militare, Campana ne è la prova. La prova di come un peso come quello del ponte romano riesca a reggersi su un terreno estremamente limoso.

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