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Diritti umani

A Pomezia negata intitolazione dei giardini a Norma Cossetto da una maggioranza PD e 5 stelle

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Le motivazioni addotte dai componenti di PD e 5Stelle sono pregne della peggiore demagogia ideologica che nega addirittura la realtà del martirio di cui fu vittima la Cossetto

di Marino Micich

La maggioranza PD e 5 stelle del consiglio comunale di Pomezia di pochi giorni fa ha bocciato la proposta di intitolare il giardino di via Farina a Norma Cossetto. Si tratta di un provvedimento che aveva come obiettivo la riqualificazione di una zona della città abbandonata nel degrado e luogo di spaccio di droga. Le motivazioni addotte dai componenti di PD e 5Stelle sono pregne della peggiore demagogia ideologica che nega addirittura la realtà del martirio di cui fu vittima la Cossetto, riconosciuta “…luminosa testimonianza di coraggio e amor patrio” con Medaglia d’Oro al Merito Civile della Presidenza della Repubblica

A Roma esiste su nostra iniziativa Studi Fiumani e Anvgd, sin dal 2015, via Norma Cossetto, via Stefano Petris, come via Riccardo Gigante e via Icilio Bacci senatori del regno d’Italia e via fratelli Luxardo. Tutte persone uccise senza processo e senza possibilità di difendersi legate da un solo filo, quello tricolore. Sono nostri connazionali che hanno vissuto sotto il regime fascista come altri milioni di italiani. Tra questi su nominati alcuni avevano aderito al fascismo, vedi Gigante, ma non avevano commesso nessun crimine… e sono stato assassinati perché simbolo di italianità dai nazionalcomunisti jugoslavi, con la complicità dei nostri comunisti italiani che sognavano di portare dopo il 1945 la dittatura comunista con l ‘aiuto di Tito in Italia.

Anche Napolitano o Natta avevano aderito a varie organizzazioni fasciste e non sono stati eliminati anzi sono diventati capi del PCI. Oltre 12.000 italiani sono rimasti vittima del regime comunista jugoslavo che approfittando del fascismo ormai sconfitto, ha autolegittimato la conquista delle terre istriane, fiumane e dalmate (Zara soprattutto) con la scusa del fascismo. Dal 1945 fino al 1958 gli jugoslavi comunisti hanno perseguitato con ogni tipo di violenza possibile il gruppo etnico italiano, uccidendo, imprigionando, cacciando via la gente con la presa in giro dell’opzione. Si sono fermati solo intorno al 1960 dopo aver sradicato quasi completamente la componente italiana.

Sono scomparse nelle foibe certamente persone compromesse col fascismo ma anche e soprattutto liberali, azionisti, popolari, socialisti democratici, sacerdoti, insegnanti, maestri, imprenditori e donne solo perché madri o figlie di ufficiali dell’esercito o di qualche podestà.  Questo va ribadito a quei consiglieri comunali di Pomezia e di tutta Italia, ignoranti della storia e che tengono in spregio il Giorno del Ricordo e il popolo Giuliano-dalmata vera vittima dei calcoli politici ancora oggi.

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