A Brescia, l’Arte va in metropolitana

By 26 ottobre 2015Arte & Cultura

Ogni mese, una delle stazioni diviene una istallazione d’arte. Primo intervento, dal 29 ottobre, affidato a Rä di Martino


lanciosubrixia, 26 ottobre- L’originale progetto, intitolato SubBrixia, ideato e prodotto da Brescia Musei e Brescia Mobilità in collaborazione con il Comune di Brescia, porta alcuni dei protagonisti della scena artistica italiana contemporanea ad interagire con la rete metropolitana della città di Brescia, inaugurata nel 2013. La linea metropolitana composta da 17 stazioni percorre la città per una lunghezza complessiva di circa 14 chilometri. Per ogni stazione delle prime cinque selezionate, un artista diverso produrrà un’installazione pensata ad hoc, in site specific. Il progetto, curato da NERO che opera nel campo della cultura e delle arti contemporanee in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, si realizza come una “mostra diffusa” che esce dal museo per svilupparsi in momenti temporali e spaziali diversi. Un viaggio sotto terra con le diverse stazioni a simboleggiare i vari capitoli di un racconto fantastico che prende corpo nella realtà. Un libro aperto che indaga geografie, identità, linguaggi eterogenei. Nell’autunno-inverno saranno inaugurate le prime cinque stazioni affidate rispettivamente a Rä di Martino, Marcello Maloberti, Francesco Fonassi, Patrick Tuttofuoco e Elisabetta Benassi.  Cinque artisti italiani protagonisti sulla scena internazionale che agiranno con interventi sviluppati intorno all’architettura degli spazi e all’identità culturale, ma anche storico-politico-sociale della città. Ad aprire la sequenza, il 29 ottobre, sarà Rä di Martino che agirà alla Fermata Marconi. Il progetto che l’artista torinese ha voluto sviluppare consiste nella creazione del manifesto per un film mai fatto, potenzialmente realizzabile o totalmente immaginario, ispirato alla pellicola cult “The Swimmer” del 1964 con Burt Lancaster.  La storia, tratta da un racconto di John Cheever, narra di un uomo di successo che decide di tornare alla propria casa, situata alla periferia di una grande città, nuotando attraverso le piscine delle ville dei ricchi vicini. Il film è una metafora della caduta del sogno americano facilmente aggiornabile ai contesti economici e sociali attuali. L’intervento nella metropolitana mette un processo di “mise en abyme” producendo di fatto un’opera su e dentro un’altra opera. Un’opera che sfrutta il linguaggio della pubblicità per creare un effetto di estraniamento negli occhi dei passanti.  La presenza di Filippo Timi, protagonista ideale dell’opera e volto riconoscibile essendo uno degli attori più noti del cinema italiano contemporaneo, che ha voluto collaborare con entusiasmo al progetto, aiuterà a rendere il tutto più verosimile. ? un lavoro che esemplifica bene il linguaggio artistico di Rä di Martino.  Gran parte delle sue opere si muovono infatti in quel buco nero che separa la realtà dalla finzione. Spesso sono registrazioni di accadimenti, situazioni, vissuti in prima persona dall’artista o filtrati attraverso l’immaginario cinematografico e teatrale. L’artista mette in scena storie tanto artificiali da risultare vere o al contrario tanto realistiche da sembrare astratte con una vena surreale, bizzarra, ironica. Rä di Martino (1975) vive e lavora a Torino. Mostre personali: Istituto Nazionale della Grafica, Roma (2015); Museion, Bolzano (2015); Copperfield Gallery, Londra (2014); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2012); Galleria Monitor, Rome (2011) Mostra collettive: Avant Noir, ICA, Londra (2015); Open Museum, Open City, MAXXI, Roma(2015); 71° Festival Cinema di Venezia (2014); Ruins in Reverse, Tate Modern, Londra (2013); Terre Vulnerabili, Hangar Bicocca (2010); Italics, Palazzo Grassi, Venezia; Manifesta 7, Rovereto (2008). A fine novembre, all’istallazione di Rä di Martino, alla Fermata Marconi, si aggiungerà quella di Marcello Maloberti alla Fermata Stazione. Ancora, con cadenza mensile, Francesco Fonassi alla Fermata Ospedale, Patrick Tuttofuoco alla Fermata San Faustino e infine Elisabetta Benassi alla Fermata Vittoria. Si tratta di un progetto ambizioso e innovativo, che si propone di portare l’arte contemporanea in un luogo ad alta frequentazione quale è una metropolitana, avvicinando quindi i linguaggi artistici più moderni al grande pubblico. Per Brescia è un’operazione importante e di ampio respiro, che spinge l’acceleratore sul futuro, poiché va a coinvolgere gli elementi tra i più propulsivi del suo territorio: la metro, che negli ultimi due anni e mezzo ha trasformato la geografia urbana con i suoi 15 milioni di viaggiatori all’anno e che quindi si trasforma, come in altre città, nel luogo ideale dell’arte contemporanea. Un progetto che potrà facilmente lanciare nuovi ponti con l’Europa e confermare il carattere internazionale di una città che sa sempre più e sempre meglio parlare una lingua che va oltre i propri confini e le proprie dimensioni. Luigi Di Corato direttore di Fondazione Brescia Musei dichiara: “Dopo il grande lavoro fatto per l’apertura al pubblico di BRIXIA il Parco Archeologico di Brescia Romana, ci siamo rivolti ad un altra BRIXIA quella contemporanea. Abbiamo però deciso di farlo immaginando il museo non come un luogo statico, ma come una luogo capace di produrre cultura ben oltre gli spazi della conservazione. Ecco perché abbiamo accolto la sfida di Brescia Mobilità, per raggiungere ed interagire con la vita quotidiana dei cittadini, pensando che negli spazi che separano i momenti della nostra giornata lo sguardo possa posarsi sull’arte del presente che può aiutarci, grazie ad un atteggiamento stimolante e a volte provocatorio, a meglio comprendere il nostro tempo. In questo la preziosa collaborazione con NERO, che oltre ad essere una prestigiosa rivista d’arte è anche un’importante agenzia di produzione culturale, è stata davvero determinante”. Per Brescia Mobilità si tratta di una sfida di grande rilievo, che giunge, non casualmente, alle soglie del compimento del terzo anno di vita della metro “più bella del mondo”: “Siamo fiduciosi che questo progetto possa tracciare un segno forte sulla città, andando a rafforzare ancora di più l’orgoglio che i Bresciani hanno per la metropolitana, e contribuendo a far conoscere Brescia al di fuori del proprio perimetro: innovazione, creatività, ingegno sono state le parole chiave che hanno guidato il progetto di realizzazione della metro, e sono le stesse che ritroviamo nelle opere, intelligenti, a volte ardite, degli artisti che sono stati scelti per costruire SubBrixia”, dichiara il Presidente di Brescia Mobilità Prof. Carlo Scarpa. Il progetto è stato realizzato anche grazie ai contributi del Progetto Moving Culture, del Fondo Regionale Expo 2^ fase, con il sostegno di Regione Lombardia e alla collaborazione di ATS Expo.

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