Connect with us

Salute

4 milioni di italiani a letto per l’influenza. Record che non si registrava dal 2004. Come curarsi.

Published

on

Tempo di lettura: 2 minuti

L’influenza solo tra il 4 e l’8 di gennaio ha colpito circa 832.000 persone, tra cui moltissimi bambini al di sotto dei 5 anni.

 

di Vito Nicola Lacerenza

 

Quattro milioni di italiani a letto per l’influenza. Febbre alta, nausea, mal di testa e congestione, i sintomi con cui si manifesta. Si tratta di un’influenza molto contagiosa, che solo tra il 4 e l’8 di gennaio ha colpito circa 832.000 persone, tra cui moltissimi bambini al di sotto dei 5 anni. Cifre da capogiro che non si registravano dal 2004. Non c’è da preoccuparsi, però. A parte il bilancio pesante e i sintomi particolarmente fastidiosi, ci si può rimettere da questa influenza in pochi giorni.

A patto, naturalmente, che si presti attenzione ad alcuni accorgimenti. Semplici e sempre gli stessi. Stare a letto, per cominciare, è la parola d’ordine da tenere a mente già allo spuntare delle prime linee di febbre, perché il riposo favorisce la difesa immunitaria. “Basta seguire il buon senso, riposo, assoluto, restare al caldo e idratarsi con bevande calde, soprattutto gli anziani che tendono  per la febbre a perdere liquidi” – ha spiegato il professore Giuseppe Zuccalà, dell’università del Sacro Cuore e direttore del reparto di geriatria del Policlinico Gemelli a Roma. Oltre ai rimedi classici poi – ha proseguito – si può ricorrere all’uso di antivirali, purché si sappia che la loro funzione è quella di ridurre i sintomi e accelerare la guarigione”. Se, poi, anziché curare l’influenza si vuole prevenirla, allora è indispensabile la vaccinazione. Il professor Zuccalà consiglia di “evitare l’assunzione arbitraria di antibiotici, poiché il loro effetto sul virus è nullo e sono da utilizzarsi solo nei casi in cui la febbre persista o si verifichino casi di infezione da insufficienza respiratoria oppure di compromissione neurologica”. Insomma, per chi è a letto, e per chi teme di finirci, le cose da fare sono poche e chiare. “Basta seguire il buonsenso” conclude  il docente universitario..

Print Friendly, PDF & Email