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Diritti umani

25 novembre 2021: la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.  

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25 novembre 2021: la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.  

Una ricorrenza per ricordare la violazione dei diritti umani, non solo di genere. 

di Damiana Cicconetti   

Il 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, una ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, quando, con risoluzione n. 54/134 del 17 dicembre 1999, ha invitato Governi, Organizzazioni Internazionali e ONG ad intraprendere iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno concernente ogni forma di violenza contro le donne, con l’evidente intento di ridurre i numeri di cotante barbarie. 

Degne di nota talune iniziative che avranno luogo quest’anno.  

L’A.S.B.I. – Associazione Spina-Bifida Italia – ha organizzato un evento on line, per discutere cosa significa essere donna oggi e quali sono le sfide e le opportunità delle donne disabili; un webinar che avrà, oltretutto, modo di illustrare i dati raccolti al termine del primo questionario sul tema “Violenza di genere e disabilità”. 

L’A.P.S.P. – Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona – Residenza Molino di Dro, ha, invece, organizzato una intera mattina da trascorrere coi residenti e gli animatori, per confrontarsi su “Cosa significa essere Donna, ieri e oggi”. Il titolo dell’evento è “No violenza alle Donne. Storia e Valore”.   

In effetti, ancor oggi una donna su tre risulta vittima di violenza nel mondo intero. 

Più in particolare, in Italia recenti dati Istat hanno evidenziato che oltre il 30% delle donne ha subito forme di violenza fisica o sessuale da familiari, parenti, amici o fidati conoscenti.  

Già! Perché il dato più sconcertante è proprio questo: tante e tali violenze trovano origine in ambito familiare, con omicidi pari al 55% e stupri che toccano il 63, ad opera di partner attuali o di ex. 

Senza dimenticare il considerevole numero di donne costrette a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e che, a quanto pare, è addirittura aumentato dall’inizio della pandemia.  

Quel che, poi, è oltremodo avvilente è che proprio le donne che hanno già subito violenza accertata sono maggiormente destinate a ricorrere a nuove cure mediche: in media 5/6 volte nel corso della vita, ovvero prima di denunciare i carnefici o, nei casi peggiori, trovare la morte per loro mano. 

Un problema che, a quanto pare, esula da condizioni sociali, culturali ed etniche, oltre che dalla fascia d’età che, invero, comprende anche donne molto giovani, con rilevanti conseguenze in ambito lavorativo e personale e inevitabili problematiche psicologiche e/o psichiatriche, sempre che si abbia la fortuna di sopravvivere a quei mostri. Si intende! 

Ecco perché la violenza sulle donne, oltre ad inasprire le disuguaglianze di genere,  è ormai da intendere alla stregua di un problema di sanità pubblica e di violazione dei diritti umani, perciò degni dell’istituzione di una giornata sì triste ma, al tempo stesso, necessaria. 

Una data che non può non tingersi di rosso, con esibizione di un simbolo divenuto – e che, ad onore del vero, è sempre stato – emblema-principe di ciascuna donna: scarpe rosse di ogni tipo, allineate in piazze e luoghi pubblici a rappresentare le vittime di cotanta violenza e, finanche, di femminicidi. 

Non a caso, il 25 novembre segna anche l’inizio dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, che precedono la Giornata Mondiale dei Diritti Umani – celebrata il 10 dicembre di ogni anno –, a sottolineare che ogni forma di violenza contro le donne rappresenta, prima ancora, una violazione dei diritti umani. 

Per fortuna, al di là di questa triste realtà, l’Italia vanta un efficiente Servizio Sanitario Nazionale atto a garantire a donne, coppie e famiglie prestazioni e servizi che mirano alla prevenzione, all’individuazione precoce e all’assistenza. 

Tuttavia, al di là di un sistema sì efficiente, resta un importante nodo da sciogliere: la violenza si nasconde spesso tra le mura domestiche. Ed è per questo che è opportuno individuarne i segni in modo rapido, per rafforzare le competenze e creare specifici programmi riservati a tutti gli operatori che entrano in contatto con le vittime: psicologi, assistenti-sociali, medici, ostetrici ma, altresì, avvocati e giuristi. 

Senza dimenticare che vanno divulgati ancor di più i numeri e i contatti utili alle vittime e che è, a tal punto, opportuno ricordare: 

  • Numero Rosa gratuito Anti-Violenza e Anti-Stalking 1522: fornisce assistenza e supporto tutti i giorni, 24 ore su 24; 
  • App 1522, disponibile su IOS e Android: consente alle donne di chattare con esperte operatrici; 
  • AppYouPol: realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo. L’App è stata estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche e con essa è possibile trasmettere in tempo reale messaggi agli operatori della Polizia di Stato; 
  • Centri Anti-Violenza: previa consultazione della Mappa Centri Anti-Violenza per reperire il più vicino;                              
  • Pronto Soccorso: soprattutto se si ha bisogno di cure mediche immediate e non procrastinabili. Gli operatori socio-sanitari, oltre a fornire cure, inviteranno la vittima all’avvio di un percorso adatto;
  • Farmacie: per ottenere informazioni nel caso in cui non si abbia la possibilità di contattare subito i Centri Anti-Violenza o il Pronto Soccorso; 
  • Telefono Verde AIDS e IST 800 861 061: se si è subita violenza sessuale. Personale esperto risponderà dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00; 
  • 112: un numero di emergenza da chiamare senza esitare né rimandare nei seguenti casi: 
  1. in caso di aggressione fisica o minaccia di aggressione fisica; 
  2. se si è vittima di violenza psicologica; 
  3. se si sta fuggendo con i figli (evitando, in tal modo, una denuncia per sottrazione di minori); 
  4. se il maltrattante possiede armi. 

Certo è che nessuno può più restare indifferente verso una problematica che coinvolge tutti. Né ci si può limitare a ricordare tante e tali tragedie in una unica giornata, visto che nel mondo continuano a verificarsi ancor oggi ben 137 casi di femminicidi quotidianamente.