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Diritti umani

16 settembre 2023: Anniversario della morte di Mahsa Amini divenuta simbolo per tutte le donne in Iran

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Ad un anno dalla morte, il 16 settembre è stato celebrato l’anniversario della morte di Mahsa Amini, divenuta un simbolo della condizione femminile nella Repubblica islamica.

di Dania Scarfalloto Girard, Architetta e Paesaggista – Attivista dei Diritti umani e dell’ambiente

Ad un anno dalla morte, il 16 settembre è stato celebrato l’anniversario della morte di Mahsa Amini, divenuta un simbolo della condizione femminile nella Repubblica islamica.

Manifestazioni si sono avute in diverse piazze di tutta Italia, in segno di solidarietà alle donne iraniane.

La protesta in Iran è stata diffusa e persistente, a differenza che in passato, perché la morte di Mahsa Amini ha scosso le coscienze e toccato il cuore di tutti. In Iran ci sono diversi modi di protestare, i radicali del regime, quelli che sono pronti a fare la rivoluzione, ma c’è anche una società che ha condiviso le proteste, che non accetta il fatto che una ragazza, solo perché aveva il velo messo un po’ storto, finisca in caserma e poi in ospedale e muoia.

Fin dal principio le donne sono state al centro delle manifestazioni che hanno travolto l’Iran nel 2022, la protesta più grande contro lo stato dopo la rivoluzione del 1979, sin da allora le donne hanno meno diritti degli uomini in materia di matrimonio, divorzio, custodia dei figli, eredità. Se depongono in tribunale in una causa, la loro deposizione vale la metà di quella di un uomo, e questo le rende più deboli ed esposte a subire uno stupro, molestie sessuali e ad altre forme di violenza di genere.

Dopo l’uccisione di Mahsa Jina Amini, questa giovane morta mentre era in custodia della polizia, perché accusata di aver infranto le regole, nel settembre 2022, migliaia di persone sono insorte ed hanno manifestato nelle strade, chiedendo la fine della tirannia e del regime e soprattutto di tutti i soprusi.

Le donne sono uscite fuori allo scoperto, senza velo, con una forza incredibile che ha fatto emergere l’energia ribelle da troppo tempo controllata, ma la reazione del regime a tutte queste proteste e disordini sociali è stata la repressione disumana, con assassinii, carcere e torture per i manifestanti e l’accusa di cospirazioni per tutti quelli che osavano sfidare il governo, ignorando quindi l’accumulo di rabbia e la frustrazione di un numero crescente di persone di diverse classi sociali, che nel corso delle manifestazioni gridavano slogan come: “morte al dittatore”.

Le rivolte che stanno accadendo da un anno a questa parte in Iran esprimono una lotta che si può definire esistenziale, contro un governo che, per uniformare le coscienze ed assicurarsi il potere totale, con violenza ha, per anni, oppresso il popolo, e tutte le donne; abolendo i loro diritti e ridefinendo il loro posto nella comunità. Nel 1979, il primo obiettivo della Repubblica islamica è stato quello di mettere sotto controllo le donne, per renderle invisibili, privandole così della loro individualità, della loro libertà, della loro esistenza obbligandole ad indossare l’hijab abolendo le leggi più progressiste.

Nel momento politico in cui attualmente ci troviamo noi donne in Europa, di solito non è facile parlare di donne come potenziali rinnovatrici di un sistema, il nostro, figurarsi parlare delle donne di Iran, di fatto stanno facendo questo, tentare di cambiare le cose, di smantellare il sistema, che le ha costrette in questo tunnel senza via di scampo.

Questa protesta è necessaria anche a noi, è una rivoluzione che riguarda tutti, perché, come ribadisce la scrittrice iraniana Azar Nafisi: “non si può avere metà della popolazione che viene oppressa e l’altra metà che gode di tutti i diritti. I diritti delle donne sono diritti umani e universali.”

Le forze di sicurezza in Iran hanno sparato ancora contro le persone che manifestavano a Teheran, un popolo di donne e giovani che si stanno ribellando ad una dittatura sempre più feroce.

La solidarietà in Italia si è manifestata un po’ ovunque ma i governi devono fare di più, anche il nostro paese deve essere al fianco del popolo iraniano, con tutti i mezzi disponibili, perché il Regime con la sua brutalità e disumanità, sta uccidendo il suo popolo, le sue donne, e questo non possiamo più permetterlo.

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