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Diritti umani

1 Maggio 2022, Ficorilli: siamo peggiorati. La denuncia della Lidu onlus

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Nel 2021 hanno perso la vita in media tre persone al giorno sui luoghi di lavoro. Eugenio Ficorili presidente della Lega Italiana dei diritti dell’Uomo dice basta.

“Il nostro mondo così moderno non può accettare che si muoia espletando le proprie mansioni lavorative, ogni morte sul luogo di lavoro è una sconfitta sociale, ancor di più costituisce un lutto nazionale, un dolore immenso per tutta la nostra comunità”, così Eugenio Ficorilli presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, storica associazione che opera dal 1919 e da quel momento si è prodigata nella tutela dei diritti umani attraversando un secolo di importanti cambiamenti, dalla lotta antifascista ai diritti da comprendere nel nuovo assetto repubblicano, dalla fine del secondo conflitto mondiale ad oggi.

Secondo gli attuali dati dell’Inail nel 2021 hanno perso la vita 1221 lavoratori, più di tre al giorno, un dato inaccettabile e che rimette in discussione il costrutto dell’articolo 1 della nostra carta Costituzionale “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”

“Il lavoro è dignità – dice Ficorilli – non può e non deve portare alla morte. Penso al povero Lorenzo Parelli, lo studente di Udine vittima di un incidente nell’ultimo giorno del percorso scuola-lavoro nel mese di gennaio, e che aveva solo 18 anni. Ma anche al 58enne di Gorgonzola, un operaio che proprio ieri ha perso la vita intrappolato su un tornio industriale, all’Elettromeccanica Bonato. Tutto questo non deve accadere mai più.  Senza contare le migliaia di incidenti, spesso con conseguenze durature per la salute delle vittime, che accadono sui luoghi di lavoro. E’ arrivato il momento di offrire al lavoratore un’adeguata protezione e prevenzione, e su questa prospettiva la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo svolgerà il suo compito di denuncia, informazione e pungolo sulle istituzioni competenti” conclude Ficorilli.

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