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Salute

1 dicembre 2021: Giornata Mondiale contro l’AIDS. Malattia ancora in agguato ma, forse, “dimenticata”

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Intervista alla D.ssa Patrizia Ferri, Segretario Generale e Direttore Amministrativo ANLAIDS – Sezione Lazio

di Damiana Cicconetti  

Nell’anno 1988 è stata istituita la Giornata Mondiale contro l‘AIDS, celebrata il 1 dicembre di ogni anno ed il cui simbolo, fin dal 1991, è rappresentato da un fiocco rosso incrociato, a significare l’abbraccio di tutte le persone impegnate nella lotta contro AIDS e malattie correlate al virus dell’HIV.

Una ricorrenza che merita massima attenzione, visti gli elevati numeri di coloro che sono affetti da AIDS e che ancor oggi sono contagiati dal virus dell’HIV, identificato per la prima volta nel 1981 e di cui, dunque, quest’anno ricorre il quarantesimo anno di vita.   

“Perché mentre ci si continua a preoccupare esclusivamente della pandemia da Covid-19, vi sono virus altrettanto terrificanti che continuano a mietere un numero impressionante di vittime, tra cui quello dell’HIV, che ha raggiunto il picco nel 2004 ma che è a tutt’oggi in agguato, visto che non è stato sconfitto e, quel che è peggio, sembra essere stato momentaneamente – seppur del tutto ingiustificatamente – dimenticato…”: questo il grande cruccio della Dott.ssa Patrizia Ferri,  Segretario Generale e Direttore Amministrativo della Sezione Laziale ANLAIDS, l’Associazione Nazionale Lotta contro l’AIDS, nata nel 1985 e di cui è stato emerito fondatore il Prof. Fernando Aiuti.

La Dott.ssa Ferri, oltre a rilasciare un’interessante intervista, ha fornito non pochi elementi di riflessione che permetteranno di fare maggior chiarezza sulla situazione attuale. 

Dal 1981 sono morte per AIDS e malattie ad esso correlate ben 32,7 milioni di persone. Nel 2019 si sono contate 690.000 vittime, un numero sì inferiore rispetto a quello raggiunto nel 2010 – pari a 1 milione –  ma che non permette di abbassare la guardia e, anzi, deve preoccupare esattamente come il Covid-19.

“Perché i dati epidemiologici dei due anni a seguire, seppur dimezzati per ciò che concerne i nuovi positivi al virus dell’HIV, non si possono ritenere effettivi e, anzi, non potranno che aumentare, visto che l’accesso alle cure è stato drasticamente limitato a causa delle restrizioni adottate per contenere i contagi da Coronavirus…”.

Oltretutto, non può essere taciuta un’altra rilevante considerazione che la Dott.ssa Ferri lamenta giustamente: “A differenza del Covid, l’AIDS al suo esordio è stato erroneamente ritenuto un flagello che colpiva esclusivamente omosessuali, tossicodipendenti e mondo della prostituzione. Solo in seguito si è compreso trattarsi di una malattia che colpisce chiunque, indipendentemente dall’orientamento sessuale e/o dall’uso di droghe. Una malattia che, anzi, colpisce soprattutto gli etero-sessuali, al di là di insulsi pensieri elaborati da frange minoritarie che stigmatizzano a tutt’oggi categorie di persone e persino malattie ma che sarebbe opportuno vedere definitivamente tramontare…”.

Ed è, quindi, una fortuna che medicina e scienza abbiano proseguito il loro compito fin dall’inizio, mettendo in campo efficaci cure, oltre ad eccellenti campagne di informazione e prevenzione per assicurare diagnosi precoci, al fine di evitare l’aggravarsi della patologia, se conclamata e, al contempo, l’aumento dei contagi.

Cure e campagne nelle quali si è confidato fin dall’inizio, senza contestarle, seppur all’epoca sperimentali. Campagne e cure che non hanno subito battute d’arresto, se non quando è comparso il Coronavirus, agli inizi del 2020, una pandemia che ha concentrato su di sé l’attenzione del mondo intero, sminuendo l’importanza di AIDS e di ogni altra patologia cronica, altrettanto seria e letale, quali le malattie oncologiche, le cardiopatie o il diabete, a volerne citare solo alcune…”: confida, accorata, la Dott.ssa Ferri.

In effetti, prima della comparsa del Covid ben 26 milioni di malati di AIDS avevano sempre avuto modo di accedere alla terapia anti-retro-virale e 38 milioni erano stati diagnosticati positivi al virus dell’HIV e, quindi, debitamente monitorati, va da sé che il numero di cotanti malati è destinato ad aumentare, proprio in considerazione delle mancate cure e/o diagnosi preventive a cui noi tutti abbiamo dovuto rinunciare.

Né è possibile tacere che a detenere il record dei contagi sono sempre stati i Paesi del Terzo Mondo, vista la mancata facilità di accesso alle cure – carenti, se non del tutto assenti –, al punto che l’Africa ha continuato ad essere il continente più colpito al mondo con la presenza del 60% di tutti i soggetti malati di AIDS. Pertanto, la conseguenza delle recenti trascuratezze comporterà l’aggravamento di una situazione già grave e di cui pagheranno le conseguenze proprio quegli stessi Paesi, del tutto “abbandonati”.

“Ecco perché è opportuno ricordare alle Istituzioni internazionali – oggi più che mai – che l’AIDS non è scomparso; né può essere sottovalutato, seppur in presenza di altre patologie, calamità e pandemie…”: sostiene ancora la Dott.ssa Ferri.

E, in ogni caso, non si può non ricordare che a tutt’oggi non si è raggiunto l’obiettivo fondamentale: la scoperta di un vaccino in grado di debellare l’AIDS perché esiste solo una terapia che, seppur efficace, non rappresenta la cura definitiva.

“Per questo è opportuno proseguire la raccolta dei fondi, oltre ad aumentare la consapevolezza e l’attenzione di tutti, senza dimenticare la condizione di subordinazione e di emarginazione dei malati, colpiti persino in ambito lavorativo e sociale, oltre che personale…”. Questo l’intento-principe di ANLAIDS, di cui si fa nuovamente porta-vice la Dott.ssa Ferri che, anzi, prosegue: “Guai a sottovalutare l’importanza di questa ricorrenza, rammentando, al contempo, che l’assistenza alle persone con AIDS è di primaria importanza per evitare l’aggravamento della patologia; parimenti utile quella alle persone con HIV. Senza tralasciare le attività di prevenzione e diagnosi precoce, fondamentali per evitare l’aumento dei contagi.  Mai, inoltre, sminuire il ruolo dell’educazione sanitaria, per sensibilizzare tutti – in primis i più giovani –, soprattutto all’uso del profilattico, oltre che all’esecuzione di test rapidi in caso di dubbio sulla contrazione del virus…”.

Un cenno, quindi, alle molteplici iniziative che avranno luogo nelle diverse regioni d’Italia.

In Liguria, nella città di Genova, il 3 dicembre si inaugurerà l’apertura di un check-point a cui tutti potranno rivolgersi ed in cui ognuno potrà eseguire test per rilevare la presenza dell’HIV.

Analoga attività verrà svolta in Emilia Romagna, che collocherà più check-point in ognuna delle principali piazze della regione; saranno, poi, eseguiti anche prelievi venosi presso gli Ambulatori di Malattie Infettive e Sessualmente Trasmissibili ed i Ser.T.

A Roma analoghe iniziative verranno realizzate presso l’Istituto San Galligano, per un’intera settimana: a partire dal 29 novembre e fino al 3 dicembre.

A Milano avrà luogo un’attività in collaborazione con Durex, per la  distribuzione gratuita di profilattici sia nelle scuole che nelle manifestazioni, perché Durex è arrivata a distribuirne oltre 90 mila negli anni scorsi.

A Varese si svolgeranno diversi incontri e convegni. Dalle ore 14:00 alle ore 20:00 del 1 dicembre è fissato un appuntamento in Piazza Podestà, per informare tutti sull’importanza della prevenzione. L’evento conclusivo si terrà, invece, alle ore 20:30 del 3 dicembre, in Via dei Bersaglieri, presso la Sala Montanari del Comune, ove avverrà la proiezione del film 120 battiti al minuto, a cui seguiranno riflessioni e discussioni in presenza del critico cinematografico Alessandro Leone, da sempre sensibile al tema.

A Latina si è già tenuto il Testing Week, dal 22 al 26 novembre scorso; mentre il 1 dicembre, alle ore 19:00, si svolgerà l’evento musicale Rock the Rib, presso il Circolo Cittadini di Piazza del Popolo e, a seguire, le testimonianze di esperti che ripercorreranno i 40 anni di storia di una epidemia fin troppo “silenziosa”.

Non possiamo, da ultimo, non fornire il Numero di Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmissibili, attivato dall’Istituto Superiore della Sanità fin dal 2020: 800861061

Un numero a cui risponderanno esperti in grado di fornire consigli utili a chiunque, non solo in occasione di questa ricorrenza bensì ogni giorno. Un telefono che offre, oltretutto, un servizio multi-lingue.

Non a caso, ANLAIDS ha sempre avuto l’obiettivo di far emergere quanto la prevenzione e l’informazione facciano la differenza e siano indispensabili al contenimento di contagi di qualsivoglia natura. Tanto più per epidemie sì gravi quali l’AIDS. Senza, peraltro, dimenticare che l’accesso alle cure è un diritto inalienabile per ciascuno ma, in primis, per i malati cronici.

Per questo la Dott.ssa Patrizia Ferri non ha potuto fare a meno di ricordare un’ultima importante iniziativa che esiste fin dall’anno 1993 e che si pone l’obiettivo di trattare proprio di prevenzione e informazione: “Un evento che si terrà il 1 dicembre e che ogni anno si adegua ai mutamenti epidemiologici e sociali. Si tratta del Progetto Scuola Nazionale (PSN) che vedrà impegnati numerosi Istituti di Secondo Grado e Università italiani, al fine di rendere la sessualità più sicura e consapevole per tutti…”. Con queste fiduciose parole la Dott.ssa Patrizia Ferri ha concluso la sua intervista e noi non possiamo non ringraziarla.