Mondo
Texas maglia nera delle mortalità materne negli USA: muoiono trentacinque donne ogni centomila parti
Una media dieci volte superiore a quella svedese e spagnola.
di Vito Nicola Lacerenza

L’America è la terra delle opportunità, ma non per tutti; almeno quando si parla di assistenza sanitaria. Negli Stati Uniti il “diritto alla salute” è in vendita, sotto forma di assicurazioni mediche: per i più danarosi c’è il pacchetto “tutto compreso”, per chi non può spendere molto l’assistenza sanitaria è soltanto parziale, mentre i più poveri debbono rinunciare ad ogni assistenza. Una situazione che ha fatto degli USA la nazione con la mortalità materna più alta tra le cosiddette nazioni del “primo mondo”. L’ “Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Americani” ha reso noto che, negli USA, la media dei decessi legati a complicazioni post-parto è di 23.8 donne per ogni 100.000 nascite. Dati che diventano ancora più allarmanti se ci si sposta in Texas, uno degli Stati più ricchi, dove la media dei decessi sale a 35.8 ogni centomila parti. In altre parole, significa che per una donna texana la probabilità di morire subito dopo la gravidanza è di 5 volte superiore rispetto a un’inglese e di 10 volte superiore rispetto a una spagnola o ad una svedese.
Sebbene sia difficile spiegare come mai, in una delle zone più ricche degli Stati Uniti, esista un problema sociale di questo tipo, gli esperti sono quasi tutti concordi nell’attribuire la causa delle mortalità alle difficoltà di accesso al MEDICAL, il servizio sanitario statunitense. Negli ultimi anni, moltissime cliniche sono state chiuse, privando un terzo della popolazione femminile delle visite prenatali durante i primi tre mesi di gravidanza, e il Texas è diventato lo Stato USA con il numero più alto di cittadini sprovvisti di assicurazione sanitaria. È questa una delle principali ragioni di un male sociale che ha stravolto irrimediabilmente la vita di centinaia di famiglie americane. «Mia figlia Domaniek era in perfetta salute, fisica e psicologica, ed è morta in ospedale per una complicazione subito dopo aver partorito un bambino – ha raccontato Patricia Shephererd, la madre di Domaniek – Domaniek era una bella ragazza, era sana e forte. E’ morta e non abbiamo neppure avuto la possibilità di vederla e abbracciarla per l’ultima volta. Ancora non riesco a capacitarmi come tutti quei medici non abbiano potuto far niente per salvarla. L’unica cosa che mi è stata detta è “coraggio, la vita continua”. Forse continuerà la loro vita – ha concluso – ma non quella di mia figlia».
