Attualità
Testamento biologico a distanza: guida pratica
Il testamento denominato Dat (disposizioni anticipate di trattamento) può essere depositato da un notaio pagandone la parcella o all’ ufficio di stato civile del Comune gratuitamente ma di persona.
di avv. Giuliana Scrocca
Dal 2017 una legge nazionale consente a tutti i cittadini di rilasciare le volontà nel malaugurato caso in cui ci si trovasse nelle condizioni di non poter decidere e cosi è possibile in anticipo stabilire che, in caso di stato vegetativo, non debbano idratarci o alimentarci in modo artificiale. Il testamento denominato Dat (disposizioni anticipate di trattamento) può essere depositato da un notaio pagandone la parcella o all’ ufficio di stato civile del Comune gratuitamente ma di persona. La norma prevede anche un coinvolgimento delle strutture sanitarie ma al momento di fatto quasi nessuna struttura sanitaria italiana ritira le Dat spettando alle Regioni regolamentare la questione con norme ad hoc, per ora le Regioni dove è possibile sono la Toscana e il Piemonte. Se nel frattempo non si è in condizioni di muoversi e si vuole dare le proprie disposizioni si può procedere con una videoregistrazione delle disposizioni e delegare qualcuno di fiducia affinchè le depositi in Comune o da un notaio. Le disposizioni anticipate di trattamento possono essere ritrattate e modificate in qualsiasi momento e possono sempre essere consultate sul sito: dat.salute.gov.it/dat_spid_login/.
Lo SPID è l’acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale che permette a cittadini e imprese di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione e di altre organizzazioni private aderenti, utilizzando un’unica Identità Digitale basata su un nome utente e una password. Questo sistema garantisce un accesso sicuro e protetto a oltre 10.000 servizi, dalla prenotazione di visite mediche alla consultazione della pensione, semplificando il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione.

Lo Spid fino ad oggi è stato finanziato dallo Stato ed è gratuito anche se alcuni provider (Aruba e Infocert) hanno introdotto il rinnovo a pagamento ma si può tranquillamente disdire il contratto e passare ad un altro spid gratuito consultando l’elenco dei provider su spid.gov.it. Un consiglio che si può dare è di usare la CIE – carta di identità elettronica occorre solo avere uno smartphone con tecnologia Nfc, la stessa che consente di pagare via app e si ha un livello di sicurezza in più; si attiva direttamente sul sito cartaidentita.it e poi si scarica la app CieID seguendo le istruzioni potendo così accedere gratuitamente a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione e non ci sono né rinnovi né canoni.
Per attivare la Cie occorrono un Pin e un Puk che vengono consegnati al rilascio della carta di identità in momenti diversi. Chi li ha persi può richiederli all’ufficio anagrafe. Chi non ha familiarità con le nuove tecnologie ci sono i Punti Digitale Facile creati con fondi pubblici per aiutare chi ha bisogno di assistenza digitale e si possono trovare su repubblicadigitale.gov.it/servizi/digitalefacile.
