SALDI IN TUTTA ITALIA DALLA PRIMA SETTIMANA DI GENNAIO

By 4 gennaio 2018Italia

Sono 280mila le attività commerciali che hanno aderito alle vendite di fine stagione in Italia. Le percentuali di sconto saranno più alte della media. Non manca chi critica la scelta di lanciare i saldi a ridosso delle feste, quando la gente ha già speso molto.

di Rossella Langone

I saldi invernali sono iniziati in Basilicata il 2 gennaio, in Valle D’Aosta il 3 gennaio, poi in tutte le altre regioni il 5 gennaio, eccetto la Sicilia dove partiranno il 6 gennaio. Ma quali sono le previsioni di vendita? La Confesercenti ha condotto un’indagine in collaborazione con SWG su un campione di 600 commercianti e 1.500 consumatori. Ne è risultato che un terzo delle 800mila attività commerciali italiane aderirà ai saldi e di questi il 56% partirà con il 30-40%, mentre il resto praticherà riduzioni ancora più sostanziose per cercare di recuperare una stagione che ha visto pochi incassi. Il 22% dei commercianti ha registrato una flessione mentre il 18% ha riscontrato degli incrementi delle vendite. Il settore tessile, abbigliamento e calzature sta attraversando un periodo difficile. Secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti le imprese sono diminuite dell’1,9% rispetto al 2016. Le regioni con riduzioni maggiori sono il Piemonte(-3,2%), il Trentino Alto Adige (-3,4%), l’Umbria (-4,2%) e la Valle D’Aosta (-6,9%). Per quanto riguarda i consumatori, il 47% della popolazione ha già deciso che farà almeno un acquisto mentre il 41% aspetta di valutare le occasioni di risparmio prima di decidere se acquistare o meno. Tra gli articoli più ricercati ci sono le calzature (28%), i prodotti di maglieria (22%), i pantaloni (14%), i prodotti tessili e moda per la casa (9%) e i coprispalla (7%).

“Quest’anno gli sconti di partenza saranno più alti della media ed i saldi invernali somiglieranno ad un Black Friday ‘sotto casa’, solo più accessibile e di maggiore durata – riferisce Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti – e in più con tutti i vantaggi del negozio tradizionale: conoscere i prodotti ed essere conosciuti dal commerciante, con cui si costruisce un rapporto di fiducia e poter valutare toccando con mano i prodotti da acquistare. Un’occasione di risparmio per i consumatori, ma anche di vendita per le imprese, che cercano l’inversione di tendenza dopo l’ennesimo anno fiacco. Anche le vendite di Natale, seppur positive, sono state sotto le attese. E senza una ripresa sostenuta, il settore del commercio moda continua a soffrire: nel 2017 sono spariti oltre 2400 negozi, più di 6 al giorno”.

La Codacons prevede che “ancora una volta le vendite durante i saldi faranno registrare una contrazione”. Spiega il presidente Carlo Rienzi :“Il flop dei saldi è da attribuire a diversi fattori. Far partire gli sconti a ridosso delle festività Natalizie e di Capodanno è una scelta suicida, perché i portafogli degli italiani risultano già svuotati dalle spese per i regali, pranzi e cenoni; quest’anno poi ad influire è anche l’effetto ‘Black Friday’ che, grazie ai suoi quattro giorni di sconti speciali nei negozi, ha portato molti consumatori ad anticipare acquisti che avrebbero magari fatto durante i saldi. Infine a decretare la morte delle vendite di fine stagione troviamo il commercio online il quale, grazie a promozioni valide tutto l’anno, attira un numero sempre crescente di cittadini”.

 

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