Social Network

Diritti umani

Polvere e gloria: un duetto a sorpresa di Andrea Bocelli e Jannik Sinner:  “All you have to do is to be yourself”

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 5 minuti

Sinner non rappresenta soltanto il campione sportivo, ma mostra anche e soprattutto il suo impegno civile attraverso la Fondazione che porta il suo nome. Un incontro tra due icone italiane, diverse per età, professione ma non per talento in “Polvere e Gloria” un brano cantato dal grande maestro Andrea Bocelli, impreziosito dai pensieri (in inglese) di Sinner.

di Angela Celesti

Toccare il mondo del tennis – a meno che non sei ferrato sull’argomento o costante spettatore dei campi d’erba, terra battuta e cemento, dalla storica Wimbledon ai campi centrali degli Australian Open, dal Roland Garros al nazionale Foro Italico – diviene un “campo” molto scivoloso per i puristi super esperti che poterebbero storcere il naso. Nel tennis non esiste l’allenatore da bar dello sport come nel calcio. Parlare poi dei più forti tennisti della storia non se ne verrebbe a capo: Federer, Nadal o Djokovic, per citare gli ultimi, senza dimenticare Jimmy Connors, John McEnroe e Bjorn Borg, giocatori di grande carattere e personalità. Ma se e come sempre contano i risultati, allora possiamo provare a stilare una classifica! Partiamo dunque dagli atleti che hanno monopolizzato il tennis negli ultimi vent’anni, capaci di infrangere record e rivoluzionare il gioco con nuovi approcci e strategie, tenendo sotto controllo il fisico come una macchina perfetta, un po’ come Ronaldo nel calcio. Pare che al primo posto ci sia il serbo Djokovic che, numeri alla mano, ha raggiunto su ogni superficie numerosi primati divenendo il tennista più vincente della storia… ma mia intenzione non è stilare classifiche soltanto sulle prodezze in campo, che pur necessitando al panorama tennistico in termini di risultati, non soddisfa a pieno il desiderio di inseguire il “campione” umano, che va oltre l’ambito sportivo, divenendo modello positivo per gli altri. Questa è la storia di Jannik Sinner, campione dentro e fuori dal campo, apprezzato per le sue doti umane e soprattutto per la sua mentalità di antidivo che non caratterizza spesso i campioni del tennis.

Jannik Sinner nasce nella parte nord più estrema dell’Italia, l’Alto Adige, a San Candido sotto le cime di Lavaredo, una terra di commistioni linguistiche e culturali che bene si amalgamano tra di loro (italiani, tedeschi e ladini). Un luogo che ha dato già grandi campioni come Gustave Thöni nello sci o Tania Cagnotto nei tuffi e Messner, il più grande esploratore e scalatore al mondo. È da quella terra che, inaspettatamente, arriva una novità per il tennis italiano, un ragazzo che, a prima vista, per fisicità e attitudine non incarna lo stereotipo del tennista con la fascia sulla fronte e i capelli lunghi o dei tennisti atletici e in super forma come Djokovic.  Al Master 1000 di Roma, nel 2019 questo giovane diciassettenne di un metro e 92, magrolino e timido, dalla capigliatura rossa e simpatiche lentiggini, pur non avendo vinto, fa sentire la sua presenza attirando l’attenzione degli appassionati di tennis, la promessa italiana che tutti aspettavano da tempo. La storia ci riconsegna il seguito. In soli sette anni Jannik Sinner diviene uno dei tennisti più forti della sua generazione, conquistando titoli e primati come la Coppa Davis nel 2023 e nel 2024, sino a diventare il numero 1 nella classifica mondiale, nonostante la sconfitta al Roland Garros contro Carlos Alcaraz che lo batterà in finale dopo 5 ore e 29 minuti di gioco.

Sinner non rappresenta soltanto il campione sportivo, ma mostra anche e soprattutto il suo impegno civile attraverso la Fondazione che porta il suo nome. La “Fondazione Jannik Sinner”, senza scopi di lucro, è infatti rivolta al rafforzamento dei bambini di tutto il mondo (non solo italiani) attraverso l’educazione e lo sport. “Lo sport – afferma Sinner – mi ha insegnato lezioni inestimabili: disciplina, resilienza e il coraggio di rimanere fedele a me stesso, lezioni che credo valga la pena condividere”. La “Fondazione Jannik Sinner”, infatti, sostiene programmi sportivi, progetti scolastici e iniziative comunitarie per rendere lo sport e l’istruzione più accessibili a tutti i giovani.

Sinner, certamente, può considerarsi un precursore di una nuova epoca e di un nuovo modello di sport, dissimile da tutti i modelli dei campioni che lo hanno preceduto.

La sua calma, i suoi silenzi il suo timido sorriso e l’attenzione ai più piccoli fuori e dentro il campo, per molti, hanno trasformato quel suo secondo posto a Parigi in una vittoria!

Ma ecco che Jannik ci sorprende ancora, percorrendo altri sentieri in quel “tempo sospeso”, quasi a riprendere fiato in questo viaggio difficile che è il mondo del tennis. Ma a volte basta un incontro con un’artista, un’anima che pur nella diversità accomuna più che mai. Nel luglio di un anno fa Jannik fu invitato da Bocelli al Teatro del Silenzio a Pisa dove teneva un concerto, un meraviglioso luogo “dell’anima” di un artista che ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo. Un incontro tra due icone italiane, diverse per età, professione ma non per talento in “Polvere e Gloria” un brano cantato dal grande maestro Andrea Bocelli, impreziosito dai pensieri (in inglese) di Sinner, un progetto che accomuna il tennista al cantante “nella ricerca costante di autenticità e bellezza”, frutto di impegno, costanza e disciplina. Giorni fa, l’uscita del videoclip ha lasciato tutti a bocca aperta, irrompendo con la sua forte carica di umanità, in un mondo oscurato dalle guerre. La musica, le parole e la voce di Bocelli si alternano a un susseguirsi di immagini inedite e a una serie di pensieri, narrati del giovane campione che. anche se espressi in inglese per un pubblico più ampio, ci lasciano benevolmente stupiti, svelando magicamente pensieri che spesso lasciamo all’interno di un libro di letteratura ma che invece servono più che mai nella vita!

L’inedito duetto comincia così:

In our lives, there will always be many first times

All you have to do is to be yourself (Sinner)

Ne abbiamo fatta di strada e di vita io e te

Stretti alle nostre passioni da sempre perché

Una linea sottile trasforma la polvere in gloria

E ogni gesto veloce che fa la tua mano è già storia (Bocelli)

Ma tutto il messaggio del brano è racchiuso nel ritornello:

Come una danza infinita che fa, la partita è la vita che toglie e che dà, e se un’onda improvvisa ti travolgerà tu sorridi alla vita e la vita ti sorriderà”.

Un connubio tra Bocelli e Sinner che sottolinea gli aspetti profondi dell’esistenza e la necessità dei diritti umani, oggi importanti più che mai in un mondo in decadenza che quotidianamente li calpesta, Forse proprio dall’aiuto ai bambini attraverso lo sport e l’arte, può nascere un nuovo modo di guardare il mondo.

Advertisement