Onirico Festival: un sogno lungo 10 anni

By 9 giugno 2015Arte & Cultura

Nel centro di Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, a due passi da Ascoli Piceno, si trova il Dejavu, un piccolo risto-bar che e’ diventato negli anni un punto di riferimento della scena musicale indipendente italiana grazie alla passione di due fratelli, che hanno realizzato qualcosa di onirico

Di Luca Cameli

OniricoAscoli Piceno, 9 giugno – Venire al Dejavu e’ sempre una bella esperienza, ti senti a casa, buon cibo, un bell’ambiente e soprattutto tanta musica dal vivo. E se ami la buona musica sei davvero nel posto giusto. Ci attende il titolare, Simone, che molto gentilmente si scusa per la breve attesa, e ci raggiunge al nostro tavolo per un caffè

Ciao Simone, ti ho visto parecchio indaffarato, come procedono i preparativi per il festival?

Procede tutto bene, ma anche se oramai abbiamo una certa esperienza, più si avvicina l’inizio più sale la preoccupazione che tutto vada per il verso giusto. A questo dobbiamo aggiungere la gestione quotidiana del locale, che non possiamo certo trascurare.

 Come mai hai iniziato ad organizzare concerti qui? Per intenderci, ci troviamo nella tipica piccola provincia italiana, non deve essere stato facile.

No non e’ stato per niente facile (ride). Cominciò tutto nel 1999, l’amministrazione comunale di allora ci chiese di organizzare una manifestazione, il Sant’Egidio rock, e quell’anno portammo  come “apripista” i Diaframma. Un’ inizio niente male direi, purtroppo però il comune non poté più sostenere l’iniziativa e così dopo qualche anno, la manifestazione non venne più riproposta.

E qui inizia la storia del Dejavu immagino …

Esatto, per la precisione il Dejavu nasce il 22/12/2004. Io e mio fratello siamo grandi appassionati di musica, lui aveva fatto il cuoco per 15 anni, e così ci e’ venuto in mente di provare a creare un locale dove cibo e musica dal vivo andassero di pari passo. Abbiamo cominciato offrendo un concerto ogni venerdì, da giugno ad ottobre, mantenendo una linea stilistica precisa: solo musica originale, niente cover band per intenderci. Gli inizi sono stati difficili, perché’ il pubblico all’inizio va, per così dire, educato. Dobbiamo sempre fare i conti con i costi di una attività, quindi non possiamo garantire ogni settimana un nome di grido, considerando anche che i concerti sono gratuiti. Così andiamo a cercare quegli artisti, che seppur sconosciuti al grande pubblico, riescono a portarci concerti di grande qualità.

Arriviamo all’argomento principale di questa intervista: l’Onirico Festival. Come siete arrivati ad organizzare una rassegna di questo tipo?

Per non disperdere l’esperienza del Sant’Egidio rock, nel 2005 abbiamo dato vita all’Onirico Festival, perché ci piaceva l’idea di regalare alla città la possibilità di ascoltare musica dal vivo in maniera totalmente gratuita. E grazie alla passione e all’aiuto di tanti amici, il miracolo si ripete da 10 anni, dandoci sempre grandissime soddisfazioni.

Puoi spiegarci la scelta del nome? Come mai “Onirico” festival?

Il nome prende ispirazione da una canzone che amiamo molto: Piccolo Cinema Onirico dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI, un pezzo che non eseguono praticamente più dal vivo, tranne quando vengono a trovarci qui, naturalmente!!!

Quest’anno la rassegna taglia un traguardo importante, i dieci anni dalla sua nascita. Qui e’ passato il meglio della scena indipendente italiana, mi vengono in mente  TreAllegriRagazziMorti,  Diaframma, Verdena, Malfunk, Punkreas, Meganoidi, Kutso, Dente, Pan del Diavolo, Cristiano Godano, Emidio Clementi, Zen Circus, Nuju, Filippo Graziani e tantissimi altri; quali sono le soddisfazioni più grandi che ti ha dato il festival?

La soddisfazione più grande e’ vedere che il pubblico e sempre più numeroso, a dimostrazione che e’ possibile puntare sulla qualità dell’offerta. Sentire la gente che ogni volta si complimenta per quello che abbiamo messo in piedi non ha prezzo. Un’altra grandissima soddisfazione e’ vedere gli artisti che vengono a trovarci sempre con piacere, si sentono a casa. Con alcuni di loro negli anni si e’ creato un rapporto davvero speciale, e questo aiuta a creare quell’atmosfera che rende ogni concerto dell’Onirico unico.

Veniamo all’edizione  di quest’anno. Il cartellone e’ davvero di grande livello, ce lo vuoi descrivere?

Il festival inizierà il 12 giugno con un mini-convegno dedicato alle associazioni, alle persone e alle manifestazioni che hanno promosso la cultura Indie nel territorio piceno e teramano. La sera stessa ci sarà il primo live, e a salire sul palco sarà “La Rua”, un gruppo che sta facendo incetta di riconoscimenti, ultimo in ordine di tempo la vittoria del contest 1MNEX al concertone del 1° maggio. Il 19 giugno toccherà a “Lo Stato Sociale”, ed invito tutti i fans di questa band a non mancare, perché il concerto all’Onirico Festival sarà l’ultimo prima di una pausa abbastanza lunga che la band si prenderà dall’attività dal vivo (si parla di due anni, ndr). Il 26 giugno ci aspetta un altro grande appuntamento, oltretutto in esclusiva per la regione Abruzzo, con il concerto di Marina Rei, un’artista che non ha bisogno di presentazioni.

Il quarto, ed ultimo appuntamento, del festival lo presento io: il 28 agosto si esibirà “Management del Dolore Post-Operatorio”. Come mai questo concerto non si svolge nel mese di giugno, come tradizione dell’Onirico?

Il quarto appuntamento del festival e’ slittato ad agosto, perché il gruppo per promuovere il nuovo disco, ha chiesto esplicitamente di suonare qui al Dejavu, a riprova che qui da noi gli artisti si sentono a casa, e purtroppo non avevano date disponibili durante il mese di giugno, ma per noi questa e’ una grande soddisfazione, e siamo stati ben lieti di fare un piccolo strappo alla tradizione dell’Onirico Festival.

Insomma le premesse per una kermesse da non perdere ci sono tutte, e fra concerti, convegni, proiezioni, mostre e dj set siamo sicuri che l’Onirico Festival accontenterà i gusti di tutti, trasformando Sant’Egidio per un mese in una piccola capitale della cultura indipendente. E come canta qualcuno “Vieni a fare una grande festa in un piccolo paese, Vieni a fare una piccola festa che questo è un grande paese”. Se volete sapere chi è non dovete far altro che andare all’Onirico Festival, il divertimento è assicurato

 

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