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Oltre 40mila venezuelani emigrati in Brasile sfruttati con pochi euro al giorno

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Oltre quarantamila venezuelani emigrati in Brasile sfruttati con pochi euro al giorno e sottoposti a lavori massacranti. Molte donne avviate alla prostituzione.

 

di Vito Nicola Lacerenza

La sempre più drammatica crisi economica in Venezuela ha messo in ginocchio migliaia di famiglie che, disperate, hanno deciso di emigrare in Brasile in cerca di qualunque lavoro pur di riuscire a sfamare i propri figli. Secondo i dati in possesso delle Nazioni Unite, sono più di 40.000 i venezuelani che hanno deciso di emigrare in Brasile, dodicimila dei quali hanno chiesto asilo politico. Per quasi tutti i venezuelani la città scelta come nuova residenza è Boa Vista, situata nella regione di Roraima, a nord est del Brasile, al confine col Venezuela. È in quella zona di frontiera che si consuma il dramma di decine di migliaia di persone, che, dopo aver perso ogni bene, si sono ritrovate sedute su un marciapiede con solo un pezzo di cartone con su scritto “cerco lavoro”.

Ad approfittare di questa situazione sono diversi proprietari di Boa Vista che utilizzano gli emigrati venezuelani come braccianti agricoli nelle immense coltivazioni del paese carioca pagandoli 200-300 euro al mese; un salario minimo da cui vengono detratte le spese di vitto e alloggio. Le più numerose vittime di sfruttamento sono le donne che, o per disperazione o perché costrette dalle organizzazioni criminali, vengono immesse nel giro della prostituzione. La drammaticità di questa crisi umanitaria non è data soltanto dall’ effettiva situazione creatasi nella regione di Roraima, ma anche dalla tangibile rassegnazione delle vittime di fronte alle loro sofferenze. «I venezuelani scappano dalla crisi in cerca di alternative migliori e per sfamare le proprie famiglie accettano qualsiasi lavoro di sfruttamento pur di racimolare qualche euro al giorno – ha detto Euridice Marquez, ispettrice del dipartimento anti droga e crimine delle Nazioni Unite (UNODC)- Come se non bastasse questi sfruttatori, dal loro punto di vista, sottomettendo questa gente, sono convinti di comportarsi da “benefattori”.

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