Cinema & Teatro
Lo chiamava Rock and Roll, il successo di un piccolo grande film
Il film racconta la storia di Mauro costretto da un brutto incidente a bloccare la sua attività di surfista di successo per seguire una lunga riabilitazione che lo costringe in una clinica dove incontra un altro mondo, quello che ora è diventato il suo.
di Tiziana Primozich
Lo chiamava Rock and Roll è il bel film di Saverio Smeriglio giovane talentuoso regista marchigiano, che tratta una tematica importante con grande leggerezza ed intelligenza affrontando tutte le difficoltà di un film indipendente, lontano dalle regole main stream, dal poco ascolto iniziale da parte di grandi istituzioni e industrie cinematografiche ai piccoli e sudati finanziamenti, ma che ha goduto della bellezza, della forza e dell’onestà di ciò che stava portando: una bella storia vera; ed ecco che qui comincia la favola a lieto fine, dove il piccolo anatroccolo diventa un bel cigno; artisti, tecnici, artigiani, sponsor privati, motivati e felici di essere parte del progetto si stringono intorno al loro regista e produttore coraggioso e si battono per fare un bel film e ci riescono.
Ora ecco, il film racconta la storia di Mauro costretto da un brutto incidente a bloccare la sua attività di surfista di successo per seguire una lunga riabilitazione che lo costringe in una clinica dove incontra un altro mondo, quello che ora è diventato il suo.

Tra i nuovi amici ecco Federico, giovane atleta costretto su sedia rotelle perchè affetto da Atassia, una rara malattia che causa degenerazione cerebrale. Mauro alla fine può uscire e continuare la riabilitazione fuori ma Federico no, lui non ha più via d’uscita, e allora se la costruisce da solo, decide di scappare da lì, e Mauro, non solo lo asseconda, ma lo aiuta ad andare e lo accompagna là dove vuole andare. E qui ha inizio un’affascinante road movie che scopre le meravigliose ambientazioni delle Marche, dove è girato interamente il film, che già tanti poeti hanno cantato, a cominciare da “L‘Infinito” di Leopardi …. sempre caro mi fu quest’ermo colle … e sedendo e mirando interminati spazi e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” – che nel film riesci a respirare accompagnando Mauro e Federico nel loro viaggio in cui si aggregano e si incontrano altri personaggi. Il finale, naturalmente non può essere svelato ma vi aspetta al cinema.

Tutti molto credibili gli attori a cominciare da Andrea Montovoli, nel ruolo del prestante surfista poi inseparabile amico di Federico, che è interpretato da Federico Richard Villa, che nella vita è affetto veramente da Atassia di Friedreich, la malattia neurovegetativa rara. Federico è campione paraolimpico di handbike e Presidente della Piccoli Diavoli 3 Ruote asd. Nel film spiccano i bravi Nicola Nocella, anche sceneggiatore, Ivana Lotito e Caterina Silva e la bella partecipazione di Isabel Russinova.

Medusa film nel suo trentesimo anniversario ha visto, creduto e deciso di distribuire il film che unisce sport, cinema, disabilità e diversità nel segno dell’inclusione universale. Lo chiamava Rock and Roll è patrocinato, tra gli altri da FCI e da Comitato Paraolimpico Italiano e prodotto da Imago Animae con Amaranta e Frame 24 Indiana Production con Medusa film, in collaborazione con MZL. distribuita da Medusa. La pellicola è la prima in Italia distribuita solo con sottotitoli, per una reale accessibilità. Lo chiamava Rock and Roll vi aspetta al cinema.
