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Diritti umani

Liberazione Trentini, Pellegrino (FDI): sinistra scelga parte giusta della Storia

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Il commento di Cinzia Pellegrino, senatrice di Fratelli d’Italia e responsabile del  Dipartimento Tutela Vittime per lo stesso partito, che plaude all’azione di Governo che ha portato alla liberazione in Venezuela del cooperante italiano Alberto Trentini.

La liberazione di Alberto Trentini ha finalmente portato sollievo in Italia dopo 423 giorni di prigionia in Venezuela, dove il cooperante italiano era trattenuto senza accuse formali né processo.

“La decisione di rilasciare il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore Mario Burlo’ da parte del governo di Delcy Rodriguez è una notizia che accogliamo con grande sollievo.

La libertà dei nostri connazionali è una gioia che va oltre le appartenenze.

Il Governo Meloni ha sempre lavorato, con ogni strumento a sua disposizione e grande riserbo a tutela delle trattative, per ottenere il loro rilascio.

Ci auguriamo che lo stesso risultato raggiunto con Burlo’ e Trentini tocchi al più presto a tutti gli altri prigionieri politici del regime venezuelano.

Adesso non è il tempo delle polemiche, perché vi è la necessità di avere una voce univoca come Nazione contro i regimi sanguinari che non si fanno scrupolo di incarcerare anche gli italiani, in molti casi senza nemmeno formalizzare le accuse.

La sinistra fa ancora in tempo a scegliere di stare dalla parte giusta della storia, quella della libertà e della dignità.” Così Cinzia Pellegrino sen. di Fratelli d’Italia e responsabile del  Dipartimento Tutela Vittime per lo stesso partito, che da tempo si batte anche a favore del popolo italo venezuelano oppresso dalla ferocia del dittatore Maduro.

Trentini, 46 anni, originario di Venezia e attivo da oltre un decennio nelle missioni umanitarie in vari Paesi del mondo, era arrivato in Venezuela nell’ottobre del 2024 per una missione con la ONG Humanity and Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità.

Pochi giorni dopo, il 15 novembre 2024, era stato fermato durante un viaggio dal posto di blocco mentre si stava recando dalla capitale Caracas verso Guasdualito.

Da allora era stato detenuto nel carcere di El Rodeo I, senza che fossero mai rese note formalmente le ragioni del suo arresto e con lunghi periodi di silenzio sulla sua sorte.

La vicenda drammatica che ha colpito con violenza la vita di Trentini e di altri italiani come lui in Venezuela, impegnati esclusivamente nella tutela dei più deboli, sia monito affinchè il nostro Paese si presenti unito al di là delle ideologie, quando ad essere colpiti da arbitrarie misure di privazione della libertà sono i nostri concittadini colpevoli soltanto di essere persone libere.

Un plauso al Governo Meloni che, come nel caso di Cecilia Sala, incurante delle appartenenze politiche difende SEMPRE il diritto alla libertà di ogni suo concittadino.

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