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Italiani nel Mondo

Laura Donadoni: “Come il vino ti cambia la vita!”

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Tempo di lettura: 4 minuti

Residente in California, è una giornalista, scrittrice, sommelier, wine educator e imprenditrice. La possiamo definire un’ambasciatrice del vino italiano negli Stati Uniti.

di Angela Celesti

Laura Donadoni, creativa e sempre in movimento, vive tra l’Italia e la California dove ha fondato  La Com Wine Agency, un’agenzia di comunicazione che ha come focus il mondo del vino e la sua promozione.

Parlare con Laura Donadoni è come scoprire un mondo fatto di passione per un’eccellenza del territorio italiano conosciuta in tutto il pianeta: il vino! Naturalmente la sua passione cammina insieme alla sua “curiosità insaziabile” e,  aggiungerei, alla sua joie de vivre che più di 10 anni fa l’ha spinta dall’Italia ad approdare negli Stati Uniti. Un’esperienza eccezionale ma dura, come lei spesso racconta. Non era facile arrivare in un paese come gli Stati Uniti, in California, dove l’ industria vinicola  e il paesaggio sono in continua evoluzione, clima temperato e terre fertili hanno promosso, dalla fine del Settecento ad oggi, migliaia di cantine, realtà fiorenti di anno in anno e soprattutto uno stuolo nutrito di esperti che la sanno lunga su come promuoverle, considerando che lì si producono il 90% dei vini americani. Confrontarsi con loro non è stato facile, come non lo è stato per la Donadoni avere voce in capitolo in quanto donna, ma da allora di strada ne ha fatta. Nominata dal Presidente della Repubblica tra i 40 under 40 più influenti del mondo, è l’unica donna italiana membro della prestigiosa Circle of  Wine Writers Agency di Londra, collabora a guide di settore come  Slow Wine e  magazine come The Somm Journal e The Tasting Panel;  inoltre è giudice professionista in numerose competizioni in ambito vinicolo a livello internazionale.

Una carriera in divenire che non tralascia i nuovi sistemi di divulgazione come il suo blog, The Italian Wine Girl (un titolo che non lascia nulla al caso), che insieme al suo profilo Instagram conta su una Community di oltre 60.000 persone  in Italia e all’estero.

Laura Donadoni ha girato il mondo, inseguendo le cantine più prestigiose e quelle che, partendo da zero, cercavano di fare un buon prodotto per arrivare a coronare il loro sogno. Dagli chateaux della Loira alle colline del Chianti fino alla California o all’Andalusia tra gli sherry invecchiati che sono fortemente legati alla cultura di quella terra. Il tutto riportato nero su bianco sui suoi tanti libri come  Custodi del vino, Storie di un’ Italia che resiste e rinasce o Come il vino ti cambia la vita,  fino al suo ultimo lavoro: Intrepide. Storie di Donne Vino e Libertà. A proposito di quest’ultimo, racconta: “Ho passato anni a capire di cosa avesse bisogno il vino italiano e ho capito che aveva bisogno di storie, con un linguaggio semplice, ma che tocca il cuore. Intrepide è un libro che parla anche della mia esperienza personale, del mio percorso in questo ambiente e delle tante storie di donne che hanno dovuto superare ostacoli e stereotipi  in un settore che è peculiarmente e tradizionalmente maschile”. Laura Donadoni, senza volerlo, apre il dibattito sulla questione di genere nel mondo del vino, un settore affascinante in cui le donne hanno sempre dato un contributo prezioso, come preziose sono le testimonianze che ha raccolto nel suo viaggio tra  le cantine italiane dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, a bordo della  sua automobile su autostrade e strade urbane, viuzze e colline, attraversando lo stretto ”intrepidamente”. In fondo è la storia di queste giovani viticoltrici, che seppure in alcuni casi avevano alle spalle grandi famiglie come Chiara Condello, sono riuscite a  sottrarsi a pregiudizi e paternalismi con il loro straordinario talento. “Quando l’ho vista per la prima volta – scrive la Donadoni – sembrava un cerbiatto: viso dolce, occhi grandi color nocciola, sorriso magnetico ma dietro a quell’aria timida nascondeva una storia di determinazione”. Una ragazzina, così la vedevano, che sfidava suo padre per il sogno di fare vini di qualità. La sua è una storia di chi si mette in gioco, liberandosi di quel nome affermato e altisonante – che al top del settore, forse le andava troppo stretto – sfidando pregiudizi come quello di essere  “figlia di” e affrontando il mercato con un marchio nuovo, personale, per proporre prodotti innovativi.  La sua interpretazione del Sangiovese di Predappio oggi produce 30.000  bottiglie e i suoi vini, esportati in 30 Paesi, hanno l’apprezzamento della critica di settore. Oltre alla Condello, Laura Donadoni incontra tante altre leggende, come la “regina” del Barbera Raffaella Bologna, Matilde Poggi, Stevie Kim, Josè Rallo, Dominga Cotarella, Cristina Mercuri, Lavinia Furlani, Cristina Mascanzoni Kaiser, Maria Beretta, Martina Boggio. Dodici donne audaci, ma anche straordinarie nel loro essere autentiche, donne che hanno saputo emergere nel settore del vino italiano, un patrimonio culturale oltre che commerciale, un prodotto prezioso che va salvaguardato dalle logiche sovranazionali e burocratiche che spesso continuano a minare quel  gioiello di famiglia che è  il  Made in Italy.

“Oggi in Italia – scrive la Donadoni nel suo libro – la nuova generazione di vignaioli e vignaiole tiene vivo un rinnovato interesse per la terra, per la natura come dimensione del vivere”. Da questo concetto il lavoro straordinario dei coltivatori, ma anche un  indispensabile cambiamento culturale che grazie a professionisti come Laura Donadoni rendono i consumatori più consapevoli, sensibilizzandoli verso nuovi orizzonti, incoraggiandoli a provare e preferire vini prodotti con vitigni autoctoni riscoperti, che ampliano il nostro grande appeal nel mondo in compagnia dei grandi vini della nostra tradizione.

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