Attualità
Lascio tutto, vado a vivere in campagna… anzi, in montagna
È la storia di Sonia Tabai, una scrittrice che ha totalmente capovolto il suo stile di vita, abbandonando il suo lavoro per rifugiarsi in un luogo “magico” ai piedi delle Dolomiti.
di Angela Celesti
Si possono ripercorrere altri sentieri? Capovolgendo totalmente il proprio stile di vita respirando un po’ di aria nuova, ritrovata, un po’ come uscir fuori a riveder le stelle? Sonia Tabai, laurea in Filosofia e un suo primo lavoro in banca che la porta a una routine quotidiana comune a molti, fatta di corse in automobile per recarsi in ufficio dentro un grigio palazzo di città. Uno stile di vita che un poco alla volta ti disabitua alla natura. Sonia Tabai attraverserà una sorta di sliding door, cambiando sentiero con molto coraggio, licenziandosi da quel lavoro sicuro e scegliendo di vivere in una piccola baita di montagna nel cuore delle Dolomiti, un luogo e un rifugio dove vivere ed essere libera, una condizione che la ispirerà a proseguire il suo lavoro con la scrittura.
Uno stralcio di una mia intervista a Sonia Tabai:
Cos’era successo nella tua vita per spingerti a cambiare totalmente vita?
A un certo punto, e quasi per caso – anche se voltandomi indietro ho capito che il caso non esiste ma è un filo rosso che ha aperto i sentieri della mia vita – mi è stato tutto chiaro: dovevo abbandonare la mia vecchia vita per impadronirmi di me stessa. Sono sempre stata una persona che ha trascorso le sue estati al mare, concedendomi la montagna nelle poche ferie invernali; l’estate torrida di un po’ di anni fa mi ha spinto invece a invertire la rotta andando sulle Dolomiti, mi ero appena licenziata dal mio lavoro in banca. Mi ritrovai a Canazei in Val di Sassa, un luogo fatto per le passeggiate, le arrampicate e la scoperta della natura. Inoltrandomi nei boschi, arrivai su di una raduna dove vidi uno dei panorami più belli della mia vita, che mi si paventò davanti in una sosta per ammirare i crochi selvatici, un tappeto di fiori violacei meravigliosi che erano fioriti e che rendevano il prato completamente viola. È lì che ho visto una vecchia baita “sgarrupata” che somigliava più a un ricovero per attrezzi agricoli. Me ne innamorai completamente!”
Una folgorazione dunque?
Sì, questa baita affacciava su un panorama che lasciava intravedere da lontano il paese e lo straordinario Gran Vernel, una vetta alta 3210 metri facente parte della catena di monti della Marmolada in Alto Adige.
Credo, però, che questo tuo “rapimento” sia andato ben oltre, come sei riuscita a comprare la baita?

Non è stato facile, quella baita era custodita da un vecchio contadino del luogo, molto radicato in quel paesaggio atavico e da proteggere dai turisti definiti “stranieri”; un luogo dove la sua famiglia si recava d’estate o nei giorni di festa, in realtà vi era più di una baita in quella vallata, dove la grande famiglia del contadino, divideva i momenti felici. Solo il destino favorevole ha fatto sì che arrivasse a me.
Questo base camp viene definito da Sonia MONTELUNA, per l’immensa luna che sfavillava sul monte e che l’ha avvolta la prima notte in baita. Ma ciò che mi colpisce del racconto di Sonia Tabai e che traspare chiaramente è l’idea di un luogo che l’attendeva da tempo e dove ha finalmente trovato la sua connessione. Monteluna è – e rimane – un luogo d’ispirazione per i libri della scrittrice Tabai:
Lì ho compreso tante cose che si possono capire soltanto nel momento in cui si riallaccia un rapporto con la natura, Ed è lì, in quel momento che lei ti trasmette la sua essenza che tu riesci a sentire, una fonte di tante ispirazioni.
Come raggiungi la baita in inverno con la neve?
Ci si arriva solo a piedi, 1880 metri che terminano attraverso un piccolo sentiero ripido che con la stagione invernale diventa impercorribile.
Il racconto che segue denota il forte sentimento che unisce Sonia Tabai a quel luogo irrinunciabile, fino a costringerla, quando la neve è copiosa, a sostare in un camper nel paese di Canazei. La scelta di Sonia è essa stessa un racconto che si infittisce, tra sottrazioni del superfluo, delle tante cose inutili che ci portiamo nella nostra vita, nelle nostre case.
Là in baita per esempio – aggiunge Sonia- basta avere 4 piatti e 2 bicchieri, senza bisogno della lavastoviglie, è una vita molto semplice che però mi da una connessione che credo sia ormai perduta per la maggior parte delle persone.

Il primo libro di Sonia si intitola Poche parole dette piano (Barney Edizioni), scritto dopo le dimissioni dalla banca, un anno prima di incontrare la sua seconda vita nello chalet di montagna. Seguirà nel 2017 Fuoco, incanto e polvere di cannella (Melville Edizioni) ispirato da un incontro, una storia nata per la magia di un caso:
Ero lì, sulle Dolomiti in inverno e faceva freddo, mi rintanai così in un rifugio caldo e accogliente, tipico di quei luoghi; fu lì, mentre sorseggiavo una tisana, che dalla cucina uscì una vecchia signora, molto, molto anziana che mi si sedette accanto. Iniziò a raccontarmi la sua vita e la sua gioventù tra le montagne, due ore di racconto, un flusso di coscienza che forse aveva trovato in me un tramite; ricordo ancora con ansia la sconcertante situazione, di aver dimenticato per la prima volta il mio taccuino!
Il racconto di Sonia è pieno di fascino e di imprevisti, il periodo storico della vicenda della donna anziana è quello della seconda guerra mondiale, in un lungo di confine, in un inverno reso ancora più freddo dal conflitto.
Un racconto venuto dall’ universo – aggiunge Tabai -, un incontro casuale e magico con l’anziana signora che all’uscita del romanzo ormai non c’era più.
Una testimonianza, per una storia nata da un incontro, che solo il silenzio dei luoghi sa regalare. Fuoco, incanto e polvere di cannella è la storia di Viviana (nome di fantasia), l’anziana protagonista che ritrova, attraverso l’arte della natura e… la penna della Tabai, la possibilità di riappropriarsi dei colori del mondo: “…tutto passa, come il tempo, come le vicende umane, come il dolore, la morte e la guerra e solo l’arte, la scrittura e la natura possono fermarlo in un istante di eternità sospesa tra l’essere, il non essere e il nulla”.
Sonia Tabai , dopo questo libro scriverà La ragazza di Monteluna e nel 2024, Il segreto di Bloom. Continua la sua vita a MONTELUNA dove da un po’ di tempo, sul cielo del piccolo chalet, ogni pomeriggio un’aquila reale sorvola maestosa lanciando il suo riconoscibile grido, così come un saluto. Ci piace pensare sia lì, ansiosa di far parte di una nuova storia.
