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Arte & Cultura

L’Aquila riceve il titolo di Capitale italiana della Cultura 2026: Mattarella: “Una sfida ardua, ma di successo”

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A diciassette anni dal devastante sisma del 2009, la città ha finalmente celebrato l’inizio di un anno che la vede protagonista della scena culturale internazionale.

di Laura Marà

La cerimonia ufficiale per il conferimento del titolo di Capitale italiana della Cultura 2026, tenutasi presso l’Auditorium della Guardia di Finanza, ha segnato un momento di portata storica per l’Abruzzo e per l’intera nazione. A diciassette anni dal devastante sisma del 2009, la città ha finalmente celebrato l’inizio di un anno che la vede protagonista della scena culturale internazionale. L’evento è stato condotto dai giornalisti Francesca Fagnani e Paride Vitale, con la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis.

Biondi: “La ricostruzione parte dal coraggio dei giovani”

Ad aprire i lavori istituzionali è stato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha posto l’accento sulla dimensione umana e sociale della rinascita. Rivolgendosi direttamente alle nuove generazioni, Biondi le ha esortate a essere “esigenti e coraggiose” nel rivendicare il proprio futuro. Il sindaco ha spiegato che la cultura è il vero perno della ricostruzione, intesa non solo come ripristino edilizio ma come rigenerazione della comunità. Questa visione è declinata operativamente nel dossier “L’Aquila Città Multiverso“, il documento programmatico e strategico che ha sancito la vittoria della città: un piano d’azione che punta a far dialogare la storia, la ricerca scientifica e l’innovazione, proponendo il capoluogo come un modello d’avanguardia per tutte le aree interne dell’Appennino.

Marsilio: “Un atto di fiducia per l’intero territorio”

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha sottolineato il profondo valore civile della designazione, definendola un atto di fiducia nazionale verso una comunità che ha saputo reagire con straordinaria coesione. Per Marsilio, il percorso compiuto dall’Abruzzo negli ultimi anni rappresenta un messaggio di speranza per l’Italia intera: la dimostrazione che la valorizzazione del patrimonio storico e l’innovazione possono ricucire il rapporto tra cittadini e territorio, consacrando un futuro di rinnovata stabilità sociale ed economica.

Giuli: “Il sigillo della rinascita dalle macerie”

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha apposto quello che ha definito il “meritato sigillo di una comprovata rinascita dalle macerie”. Giuli ha lodato la scommessa vinta dalla comunità aquilana, evidenziando come il Ministero della Cultura abbia sostenuto con convinzione un progetto capace di unire l’orgoglio locale a una visione federativa del territorio. Il ministro ha inoltre ribadito il legame strategico con l’Appennino centrale, indicando in Rieti la naturale città federata di questo ambizioso percorso di rilancio nazionale.

Narrazione artistica e identità locale

La cerimonia ha vissuto momenti di grande intensità espressiva grazie a una struttura artistica che ha dato voce all’identità ritrovata della città. Ad aprire le riflessioni sulla memoria sono state le letture dell’attore Giorgio Pasotti, accompagnate dalla voce profonda della cantautrice Amara, che ha interpretato il brano “Che sia benedetta”. Il legame indissolubile con le radici è stato poi celebrato da Gianluca Ginoble con una toccante esecuzione di “Amara terra mia“. Il tema della fede e del perdono è stato affidato alla sensibilità di Simone Cristicchi e Viola Graziosi, mentre il talento di Nicole Tuzii e le composizioni originali di Fabrizio Mancinelli hanno accompagnato l’evento verso la lectio magistralis di Pietrangelo Buttafuoco. L’intellettuale ha approfondito la complessità della “Città Multiverso” davanti a una platea di ospiti illustri, tra cui la celebre artista Simona Molinari.

Il messaggio finale del Presidente Sergio Mattarella

Il momento più significativo della giornata è stato l’intervento di Sergio Mattarella. Accolto dalle note dell’Inno di Mameli, il Presidente ha reso omaggio alla resilienza della città: “La prova affrontata dall’Aquila dopo l’immane tragedia del sisma è stata ardua. Una sfida con cui la città si misura ancora, ma che ha già dato risultati importanti”.

Mattarella ha ribadito che essere Capitale della Cultura è un’impresa che “sta a cuore a tutta l’Italia” e ha definito la cultura come una “leva democratica” indispensabile per la coesione sociale e la tenuta delle istituzioni. In un monito contro le logiche di sopraffazione internazionale, ha indicato nella cultura lo strumento principe di dialogo e di pace, l’unica forza capace di costruire legami solidi e alimentare il pensiero critico per un futuro fondato sul confronto civile.

Le reazioni istituzionali: un progetto corale

A margine della cerimonia, l’ampia condivisione del progetto è stata ribadita dalle dichiarazioni dei rappresentanti politici presenti. Nazario Pagano, Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha descritto la cultura come un bene comune essenziale per la democrazia, mentre il commissario straordinario Guido Castelli ha indicato nell’Aquila un simbolo di rinascita nazionale per tutto il cratere sismico. All’apprezzamento per l’iniziativa si sono uniti il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il rappresentante di Confindustria Ezio Rainaldi e Stefania Pezzopane, i quali hanno sottolineato come questo anno speciale rappresenti un’occasione irripetibile per generare bellezza, solidarietà e nuove opportunità di sviluppo economico e sociale per l’intero territorio dell’Abruzzo.

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