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Diritti umani

Intervista a Paola Severini che conduce su Rai2 “O anche no”

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Paola Severini Melograni, giornalista, saggista, autrice e conduttrice televisiva, operatrice culturale e attivista da sempre impegnata a divulgare e raccontare tematiche legate ai diritti delle disabilità.

di Isabel Russinova

Paola Severini Melograni, giornalista, saggista, autrice e conduttrice televisiva, operatrice culturale e attivista da sempre impegnata a divulgare e raccontare tematiche legate ai diritti delle disabilità.

Lei conduce con successo da anni “O anche no” (Rai 2), una grande sfida e un grande successo, ci può raccontare l’esperienza del suo programma?

E’ stata una scommessa. Fu grazie a Carlo Freccero, l’uomo più coraggioso della storia della moderna televisione e fu davvero una scommessa. La prima serie la facemmo tutti senza ricevere compenso, nessuno fu pagato, ma noi eravamo felici di farlo. Andò molto bene, nacque come un reality e diventò un format, un mio format inventato e condotto da me, dove spiccano i talk come Stravinco per la vita per le paraolimpiadi 2021/ 2024 e gli speciali che girammo in tutto il mondo, dal Kurdistan al Senegal, al Kossovo, all’Ucraina. E’ stato fin dall’inizio una grande avventura, qualcosa nato senza il timore di essere contraddetto, davvero rivoluzionario, non esisteva un programma come quello, nacque qualcosa che non si era mai fatto prima, non soltanto nella televisione pubblica italiana ma neanche in nessun altro paese, in nessun altra televisione pubblica, nè privata e non esiste neanche ora in Europa un programma simile, l’ho scoperto recentemente quando siamo stati insigniti di un Premio dal Parlamento Europeo che si è aggiunto ai quattordici precedenti. Trecentocinquanta puntate e un modo completamente differente di approcciare la disabilità e i diritti, niente pietismo, niente sbatti il mostro in prima pagina niente super uomini e super donne, ma la normalità della disabilità. Dovevamo parlare a una specifica fascia di pubblico, una fascia enorme che raccoglie dai cinque ai sette milioni di italiane e italiani.

Noi crediamo in questa trasmissione, ma soprattutto crediamo nel valore sociale, educativo e pedagogico della RAI, perchè, come dice il filosofo Karl Popper (Vienna1902/ Londra1994) “la televisione è una cattiva maestra ma può essere anche una buona maestra”.

La storia della trasmissione si può leggere nel mio ultimo libro che è intitolato proprio “O anche no, da vicino nessuno è normale” Edizioni Castelvecchio.

Approfitto per ringraziare tutti quelli che sono stati, gratuitamente nostri ospiti e promoter, da Carlo Verdone a Piero Angela che lanciò il programma, dai grandi campioni del calcio e ai tanti attori ed attrici che parteciparono generosamente, gratuitamente.

Lei è attiva su molti fronti, dall’Editoria alla Televisione ma anche Teatro, Documentari, oltre alle importanti battaglie per i diritti. In questo momento cosa che le sta più a cuore e su cosa è particolarmente impegnata?

Sono particolarmente impegnata nel cercare nuovi canali, nuove soluzioni per parlare ai ragazzi, uno di questi è sicuramente lo sport, per questo motivo abbiamo realizzato due talk e siamo pronti ad affrontare il terzo alle paraolimpiadi Milano Cortina, inoltre abbiamo lanciato due Festival, uno nel 2014 da Amelia, a settembre, dal titolo,“Calcio, comunità educante” e l’altro a Gradara San Patrignano Gabicce, nel 2025 a maggio.

Il calcio è sicuramente una grande soluzione per avvicinare i più giovani, perchè tutti vogliono giocare a calcio e il calcio sociale tocca ed avvicina non solo le persone con disabilità ma anche i detenuti e i ragazzi difficili. Il calcio può legare a comunità ed armonizzare tutto ciò che riguarda il tema diversità.

Potete approfondire queste nuove attività sul sito: Calcio Comunità Educante

Guardando indietro nel tempo, quali momenti della sua vita metterebbe su un immaginario piedistallo (se ci fossero) e quali invece preferisce non ricordare?

Non c’è qualcosa da mettere su un immaginario piedistallo, la mia è stata una vita meravigliosa fino ad ora e devo essere grata alla vita perchè ho avuto la possibilità di incontrare tutti i più grandi leader del terzo settore, alcuni ho avuto anche l’onore di biografarli e vorrei citarne qualcuno, come:

Don Oreste Benzi della Comunità Papa Giovanni XXIII, Andrea Riccardi presidente della Comunità di Sant’Egidio, Vincenzo Muccioli della Comunità di San Patrignano, Ernesto Rivero, Chiara Lubich mistica fondatrice del Movimento dei Focolari, Santa Madre Teresa di Calcutta, personalità meravigliose che mi hanno insegnato moltissimo, inoltre voglio ricordare uno dei miei Maestri, il Cardinal Ersilio Tonini, il Cardinale della porta accanto (1914/ 2013). Molte di queste personalità vengono dal mondo cattolico, la maggior parte, ma ci sono anche tanti giornalisti con i quali sono stata onorata di lavorare, come Antonio Ghirelli che è stato portavoce del Presidente Sandro Pertini e poi anche grandi personaggi della televisione, tra tutti vorrei ricordare Gianfranco Funari, che mi ha insegnato come riuscire a catturare l’interesse del pubblico.

Lei ha vissuto due grandi storie d’amore, di vita, di complicità e anche di impegno, quella con Antonio Guidi, il suo primo marito e con Pietro Melograni, il suo secondo matrimonio. Cosa conserva di più prezioso di loro, una frase, un’immagine, un ricordo, ce ne può parlare?

Le storie d’amore sono tutte belle ed importanti, in effetti io ne ho avute due determinanti e ambedue terminate, una perchè è finito l’amore, l’amore delle volte si esaurisce, non è sempre magnifico, mi riferisco al mio primo matrimonio con Antonio Guidi, a cui devo molto, lui mi ha insegnato moltissimo, essendo lui stato anche un grande neuropsichiatra infantile, riabilitatore, la sua passione e conoscenza mi hanno aperto un mondo. Il secondo amore della mia vita e stato quello della maturità, mi riferisco all’amore con Piero Melograni, a lui devo una cosa essenziale, mi ha aiutato ad avere fiducia in me stessa ed è stato un grande regalo, il più grande regalo che un uomo possa dare alla propria donna e poi mi ha aperto il mondo della musica colta, della musica importante e del Melodramma, che io, in realtà, avevo sempre amato ma non avevo gli strumenti per poterlo gestire e governare, grazie a lui ho potuto conoscere i più grandi Direttori d’Orchesta del mondo e per anni e anni ho potuto realizzare uno dei miei sogni, quello di essere Segretario del Comitato Internazionale Arturo Toscanini su cui ho anche fatto un documentario, realizzato una produzione teatrale con Arnoldo Foà ed anche un fumetto.

Un suo pensiero sull‘epoca difficile, di cambiamento, di transizione a livello globale che stiamo vivendo.

Per quanto riguarda il mio pensiero sul futuro, posso dire che io sono una persona aperta a tutti i tipi di esperienze, importante che siano belle, costruttive e portate avanti da persone appassionate che credono nella solidarietà, e nel nostro Paese c’è solo l’imbarazzo della scelta, perchè l’Italia è il Paese più generoso e solidale del mondo.

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