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Il ritorno delle streghe: il 27 febbraio il CSOA Forte Prenestino celebra 16 anni di resistenza e arte underground

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L’antica fortezza del CSOA Forte Prenestino tornerà a essere il cuore pulsante del ritorno di Witches Are Back.

In una fase storica segnata da frammentazioni sociali e crisi globali, c’è chi sceglie di rispondere costruendo spazi di bellezza, solidarietà e politica attiva. Il prossimo 27 febbraio, a partire dalle ore 18:00, l’antica fortezza del CSOA Forte Prenestino tornerà a essere il cuore pulsante del transfemminismo internazionale con il ritorno di Witches Are Back.

L’evento non è solo un festival, ma la celebrazione di un traguardo significativo: 16 anni di attività di un collettivo che ha saputo trasformare l’archetipo della strega nel simbolo della lotta contemporanea contro il patriarcato e le logiche del profitto.

Un ponte artistico tra Roma e Berlino

Nato nella Capitale nel 2010 e consolidatosi a Berlino dal 2015, il collettivo Witches Are Back rappresenta oggi una delle realtà più interessanti della scena underground europea. La loro missione è chiara: sottrarre l’arte alla mercificazione del mainstream per restituirla alla sua funzione primaria di espressione libera e strumento di lotta intersezionale.

L’appuntamento del 2026 promette un’invasione creativa che si articolerà attraverso:

Performance Art e Workshop: Laboratori per condividere pratiche e saperi.

Talk e Approfondimenti: Spazi di dibattito politico sull’anticapitalismo e l’attivismo queer.

Musica e DJ Set: Una selezione sonora che spazia tra i generi più innovativi della scena indipendente.

Mostre ed Esoterismo: Un focus estetico che lega la spiritualità ribelle all’impegno sociale.

Spazi sicuri e cultura “Sexism Free”

Al centro della filosofia del collettivo vi è la creazione di zone “queer safe” e “sexism free”. In un panorama culturale spesso escludente, il Forte Prenestino si conferma il luogo ideale per accogliere un evento che mette al primo posto l’incolumità emotiva e fisica del pubblico e delle artiste.

“Continuiamo a costruire umanità con gli strumenti che le pratiche transfemministe e l’anticapitalismo ci forniscono”, dichiarano le organizzatrici. “E non ci fermeremo”.

L’impatto culturale della “Strega”

In oltre tre lustri di attività, il collettivo ha contribuito in modo determinante a riscattare la figura della strega. Non più solo un retaggio folcloristico, ma una figura politica potente: l’emarginata che si riprende lo spazio pubblico, la sapiente che rifiuta le gerarchie, l’artista che non si vende.

L’invito è aperto a chiunque voglia immergersi in un’esperienza multisensoriale che promette di lasciare “segni e significati” profondi, in una notte che dalle 18:00 si protrarrà fino alle 04:00 del mattino, tra le mura cariche di storia di uno dei centri sociali più iconici d’Europa.

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