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Cinema & Teatro

E’ l’ultima battuta?

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Tempo di lettura: 2 minuti

Nei cinema italiani la poco riuscita commedia drammatica diretta da Bradley Cooper

 di Marvyn Mura

 E’ l’ultima battuta? (Is this Thing On?) è la terza opera dell’attore Bradley Cooper dietro la macchina da presa; dopo l’acclamato A Star is Born e l’ambizioso quanto pretenzioso Maestro (biopic sul compositore americano Leonard Bernstein), Cooper ci riprova con un film piccolo, ridimensionato e con meno ambizioni dei precedenti.

E’ l’ultima battuta? è una insipida commedia drammatica che racconta la crisi matrimoniale tra il finanziere Alex Novak (Will Arnett) e l’ex sportiva Tess Novak (Laura Dern), i due hanno perso gli stimoli di un tempo e sono in procinto di lasciarsi definitivamente; nel momento in cui Tess chiede il divorzio da Alex, quest’ultimo scopre in modo casuale la stand up comedy, ne rimane affascinato, decide di far entrare in quel mondo e usa la comicità stand up come modo per ricomporre la sua vita.

Purtroppo il film di Bradley Cooper è fiacco e con poco mordente, la componente drammatica è poco impattante e emozionante, mentre la parte più leggera e romantica da un forte senso di deja vu; il soggetto del film è visto e rivisto e il film si ispira molto al cinema di Altman, ma anche a Scorsese e Baumbach, ma senza la freschezza e incisività dei film di quest’ultimi.

L’ambientazione newyorkese aiuta a dare al film sicuramente a dare una spinta dal punto di vista delle atmosfere, ma comunque non basta; i dialoghi del film di Cooper sono svogliati, incolori e inoffensivi (ad eccezione di qualche riuscita battuta nelle scene dello stand up).

Le interpretazioni degli attori sono discrete, in particolare il comico Will Arnett risulta convincente in un ruolo totalmente affine alle sue corde (anche se lui è un comico da televisione e non da stand up e da cabaret), la Dern è brava ma con una sceneggiatura più efficace avrebbe sicuramente potuto dare qualcosa in più al suo personaggio.

La regia di Bradley Cooper è forse uno dei punti di forza del film, una regia con un taglio quasi documentaristico, con un uso smodato della camera a mano e che si sofferma molto sui volti degli attori. Se il film avesse avuto un ritmo più deciso e una sceneggiatura più viscerale e elaborata, sarebbe stato sicuramente un ottimo film; invece il film Cooper rimane un film incompiuto e inconsistente, una grande occasione sprecata.

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