Attualità
Dalla Borgata a Sanremo: il talento di due donne eccellenti
Lorena ed Emanuela,“Le Vanitose”, due giovani donne che hanno trasformato il concetto di periferia, portando una Borgata della Capitale sul palco dell’Ariston.
di Alessio Zedda
Ho incontrato “Le Vanitose”, ben più di un semplice Salone Hair and Beauty, ma il regno di Lorena ed Emanuela, due giovani donne che hanno trasformato il concetto di periferia, portando una Borgata della Capitale sul palco dell’Ariston, consacrando la loro professionalità nell’hair styling al Festival di Sanremo, nella Kermesse più seguita d’Italia. Una storia di successo che racconta il modo in cui il talento possa diventare l’elemento chiave del riscatto sociale, di un territorio troppo spesso appesantito da luoghi comuni e stereotipi, che finiscono col mettere in ombra le qualità professionali. Stavolta entriamo nella storia avvincente di chi non si è mai arreso.
Torniamo indietro a quando tutto è iniziato. Aprire a Finocchio, nella periferia di una grande città, attraversata da contraddizioni, ma anche intrisa di autenticità, non è stata solo una scelta commerciale, ma una sfida. Qual era la “scintilla” che vi ha spinto a investire proprio in periferia?
All’inizio la scelta di aprire a Finocchio è stata anche legata a un aspetto concreto: stavamo iniziando con un budget contenuto e non avevamo la possibilità di investire in zone più centrali. È stata quindi una decisione realistica, oltre che coraggiosa. Con il tempo, però, abbiamo compreso che il quartiere ci stava restituendo molto più di quanto immaginassimo: fiducia, affetto e calore. Questo ci ha dato la spinta per crescere e reinvestire nello stesso territorio, aprendo una nuova attività più ampia e strutturata, sempre nella borgata. Una scelta consapevole, per rimanere coerenti con le nostre radici e con la comunità che ci ha sostenute fin dall’inizio.
Troppo spesso le borgate romane sono guardate con un misto di curiosità e diffidenza. Avete mai sentito il peso di questi stereotipi mentre costruivate la vostra identità professionale? Siete “sul pezzo” da tanti anni, come avete fatto a crescere costantemente e a superare i momenti di difficoltà che immagino ci siano stati?

Gli stereotipi sulle borgate esistono, ma non li abbiamo mai vissuti come un ostacolo insormontabile. Abbiamo scelto di rispondere con l’impegno quotidiano, la formazione costante e l’attenzione ai dettagli. Tutte cose che in borgata esistono da sempre ma che spesso non vengono riconosciute all’esterno. Le difficoltà esistono per tutti e noi le abbiamo affrontate puntando sul lavoro che, alla fine, ripaga sempre.
Veniamo all’attualità, come avete reagito quando avete saputo che sareste state nel team dell’hair styling di Sanremo? Chi è stata la prima persona che avete chiamato?
Quando abbiamo saputo di entrare nel team hair nel villaggio ufficiale del Festival di Sanremo è stata una grande soddisfazione professionale. È il riconoscimento di un percorso fatto di studio, aggiornamento e dedizione. Lavorare nei camerini degli ospiti, dei giornalisti e dei cantanti significa operare in un contesto ad altissima pressione, dove precisione e rapidità sono fondamentali.
Immagino che il ritmo del Festival sia frenetico. Qual è stata la sfida tecnica più difficile che avete affrontato quest’anno tra i camerini o dei vari eventi collaterali?

Il Festival richiede capacità organizzativa e gestione dello stress. I tempi sono ristrettissimi e bisogna essere veloci nell’organizzarsi con il lavoro.
Senza fare troppi nomi (anzi si, facciamoli!), c’è stato un momento particolare o un incontro con un artista che vi ha fatto pensare: “Ce l’abbiamo fatta davvero”?
Può sembrare strano ma l’incontro più importante non è stato con un big. Quando arrivano i big hai sempre troppe cose da fare in un tempo brevissimo e non hai tempo per pensare. Invece a un certo punto sono arrivati due cantanti di Sanremo Giovani, erano Niccolò (che poi ha vinto) e Angelica (che è stata premiata dalla critica): sono entrati e abbiamo iniziato a parlare come facciamo con le clienti al salone. Allora ci siamo guardate e abbiamo pensato “ehi, siamo qui! È tutto vero”. Un’emozione indimenticabile.
Ripensando ai Vostri primi passi e riflettendo su chi siete diventate oggi, c’è stata indubbiamente anche un’evoluzione stilistica: Come si è evoluto il vostro modo di intendere l’Hair Styling dai primi tagli in Salone fino alle acconciature d’alta moda viste a Sanremo?

Nel tempo il nostro modo di intendere l’hair styling è cambiato. Dalla cura dei capelli siamo passate a un approccio più completo, che integra moda, immagine e personalità della cliente, o dell’artista. L’esperienza a Sanremo ha ulteriormente affinato la nostra attenzione ai dettagli e oggi quando guardiamo una cliente lo facciamo come se dovesse andare in onda in tv o su una passerella. E questo approccio funziona sempre, anche per la vita di tutti i giorni.
Ora che siete tornate a Finocchio, come pensate che questa esperienza possa arricchire la vostra comunità e la clientela che vi sostiene da anni?
Tornare nel nostro quartiere dopo un’esperienza di questo livello significa riportare competenze, metodo e una visione ancora più strutturata del lavoro. Il nostro obiettivo è trasferire quanto appreso in un contesto internazionale a tutte le nostre clienti, quelle che ci seguono da anni e anche alle nuove che aspettiamo in salone.
Cosa direste a una ragazza che oggi, in un contesto complesso e in un periodo storico difficile, sogna di intraprendere un percorso nel mondo del beauty ma teme di non avere le giuste opportunità?

A chi sogna di lavorare nel mondo del beauty consigliamo formazione continua, disciplina e determinazione. Le opportunità arrivano quando la preparazione incontra il momento giusto. È un percorso che richiede impegno costante.
Lavorate insieme da anni. Si parla tanto di solidarietà femminile e della capacità di fare squadra; si dice spesso che gli uomini sappiano farlo meglio delle donne. Voi vi divertite a smentire certi luoghi comuni, ma qual è il segreto del vostro equilibrio per trasformare una sfida personale in un successo di squadra così solido?
Collaboriamo da anni e il nostro equilibrio si basa sulla fiducia e sul rispetto. Ma tutto questo non sarebbe bastato se non avessimo avuto gli stessi obiettivi: crescere, migliorarci, investire nella formazione e scoprire strade sempre nuove per noi stesse e per le nostre clienti.
Dopo aver partecipato ad uno degli eventi più seguiti e più importanti d’Italia, qual è il nuovo obiettivo o il sogno nel cassetto che volete realizzare nel vostro salone?
L’esperienza al Festival rappresenta una tappa importante ma non è l’ultima. Già stiamo preparando nuove sfide e, appena saranno pronte, ve le racconteremo. Ma una cosa è certa: dovunque la nostra professione ci porterà, sappiamo che al ritorno ci sarà sempre la borgata ad aspettarci.
