Dal Canada passando per Tokio gli impegni del nuovo Console Generale di Melbourne

By 6 marzo 2018Mondo, Politica

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Dal Canada passando per Tokio gli impegni del nuovo Console Generale di Melbourne

Pierluigi Trombetta: ‘Il mio impegno primario è migliorare l’erogazione dei servizi per la comunità di italiani a Melbourne’
Di Tiziana Primozich

Una carriera brillante e ricca di esperienza quella del nuovo Console Generale di Melbourne Pierluigi Trombetta. Nel 2000 il suo primo incarico presso il Consolato d’Italia a Edmonton, in Canada. Poi l’incarico di responsabile dell’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Cipro fino al 2008 e successivamente, dopo una parentesi in direzione generale al Ministero degli Affari Esteri,   dal 2013 al 2017 Capo dell’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo. Dal Giappone chiede ed ottiene dal 4 settembre 2017, il ruolo di Console Generale a Melbourne.

Un percorso lavorativo che lo ha reso esperto e solidale con le comunità di italiani all’estero che nel tempo ha frequentato e supportato in giro per il mondo. Ma quali sono le sfide che intende affrontare nella nuova sede australiana?

Al primo posto il mio impegno si è concentrato sul miglioramento dell’erogazione dei servizi consolari. Appena sono arrivato i tempi d’attesa degli utenti, ad esempio per entrare in possesso del passaporto italiano, erano di un anno. Oggi posso affermare con orgoglio per il lavoro svolto, che chiunque si rivolge al Consolato riesce ad avere un appuntamento in un tempo che va dai tre ai quattro mesi. L’Australia è un paese ad alta concentrazione di italiani e vanta una rete consolare unica al mondo, con 5 Consolati e l’Ambasciata. Ma mentre le   risorse economiche diminuiscono il nostro sforzo è teso a dare sempre di più ai nostri concittadini all’estero.

Nei primi mesi del suo incarico a Melbourne ha dovuto gestire il diritto di voto degli italiani d’Australia, che rientrano nella circoscrizione estero Oceania, Antartide, Asia e Africa. Un territorio molto vasto rispetto al numero dei votanti che dalle stime riportate sul Ministero degli Interni sono all’incirca 300mila in totale. Troppo poco per incidere sulla politica nazionale. Cosa ne pensa?

Il mio è un ruolo tecnico e quindi non è mio compito entrare nelle scelte politiche del mio paese. Posso dire però che per le elezioni del 4 marzo abbiamo svolto un gran lavoro verificando   il numero degli elettori, mandando agli aventi diritto le   buste elettorali in tempo utile. Questo è servito anche a   verificare l’ interesse degli italiani a votare, e posso sicuramente dire che a fronte dell’esiguo numero di votanti su un territorio che copre quattro continenti, un sesto   degli elettori sono italiani in Australia,   quindi sono più 45mila gli italiani che votano dall’Oceania.

Numeri comunque bassi rispetto all’alta presenza di italiani in Australia, qual è l’ostacolo nel chiedere la doppia cittadinanza e come mai in molti lamentano l’impossibilità di recuperarla pur essendo nati in Italia?

Il problema della cittadinanza è complesso e nasce inizialmente dall’Australia che nei primi anni di immigrazione italiana chiedeva la rinuncia di cittadinanza   se si voleva naturalizzarsi in Australia. Nel tempo questa regola si è modificata e a quel punto l’Italia per un periodo di 5 anni ha aperto una finestra legislativa che permetteva di riottenere la cittadinanza italiana, in particolare anche per coloro che arrivati in età minore avevano subito la decisione genitoriale di rinuncia della cittadinanza italiana. A parte la carenza di informazione per gli italiani all’estero in quel periodo ben definito, terminato il tempo di legge chi non ha presentato richiesta è rimasto tagliato fuori e solo il Parlamento in futuro potrebbe decidere diversamente.

Il Consolato di Melbourne è riuscito ad accelerare i tempi d’attesa anche grazie ad un’ottima organizzazione dei servizi on line. Ma quale soluzione per coloro che, in età troppo avanzata, non sanno usare internet?

Per le persone anziane abbiamo attivato una linea telefonica dedicata che funziona in determinati orari, ben sapendo che molti italiani emigrati nell’immediato dopoguerra hanno ormai un età che non permette di adeguarsi alle nuove tecnologie

Tornando alla questione cittadinanza, e considerato l’alto numero di italiani residenti all’estero, aprire ulteriormente la cittadinanza a figli e nipoti dovrebbe prevedere qualche clausola sulla necessità di dimostrare di essere culturalmente italiani, a cominciare dal parlare correttamente la nostra lingua?

Io sono un funzionario dello Stato non faccio le leggi, le applico. La nostra legge non evidenzia alcuna norma tra cittadinanza e lingua

Quali sono i prossimi impegni del Consolato di Melbourne?

Al termine della tornata elettorale sarà nostro compito verificare i numeri effettivi degli italiani che votano, considerato che un certo numero di buste inviate tornano indietro. Questo lavoro sarà utile per aggiornare i dati anagrafici di ognuno. A parte questo, e grazie all’esperienza acquisita nel mondo, tra gli impegni al primo posto sono impegnato ogni giorno nella promozione commerciale delle aziende italiane che approdano nel Victoria, agevolando la burocrazia che necessariamente devono affrontare. Un lavoro entusiasmante che evidenzia la propensione degli australiani per i nostri prodotti enogastronomici. A questo proposito voglio ricordare che la comunità italiana ha dato molto all’Australia in lavoro e creatività. Molte buone prassi commerciali sono nate grazie agli italiani che ancora oggi, con i numerosi giovani laureati che approdano qui per un’esperienza lavorativa, costituiscono un valore aggiunto in un paese in espansione.

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From Canada by way of Tokyo to the commitments as the new Consul General in Melbourne

Pierluigi Trombetta: ‘My main commitment is to improve services for Melbourne’s Italian community’

Pierluigi Trombetta, Italy’s new Consul General in Melbourne, has had a brilliant and full career. His first posting in 2000 was in Italy’s Consulate in Edmonton, Canada, after which he was in charge of the Italian Embassy’s Commerce Office in Cyprus. Following a break at the Foreign Affairs Ministry General Administration in Rome, from 2013 to 2017 he headed the Commerce Office of the Italian Embassy in Tokyo. After Japan and at his request he was appointed the country’s Consul General in Melbourne.

His was a work path that made him expert and supportive of the Italian communities overseas which over the years he attended and supported around the world. But what are the challenges that he intends facing up to in his new Australian office?

My first commitment is focussed on improving the Consulate’s services. When I arrived the waiting times for users, for example in obtaining a passport, was a year. Today I can say with pride that with the work we carried out whoever comes to the Consulate can have an appointment within three to four months. Australia is a country with a high concentration of Italians and boasts a network of 5 Consulates and the Embassy that is unique. Yet, as the funding decreases our efforts are aimed at giving ever more to our fellow citizens overseas.

In the first months of your posting in Melbourne you had to manage the right to vote of Australia’s Italian citizens as they are part of the overseas constituency which includes Oceania, Asia, Africa and the Antarctic. This is a vast territory compared to the number of voters which the Internal Ministry estimates at about 300,000. These are too few to have an effect on national politics in Italy. What do you think?

My role is technical and therefore it is not my task to enter into my country’s political choices. However, I can say that for the elections of March 4th we have carried out a lot of work verifying the number of voters and sending the electoral envelopes for those with the right to vote in good time. This was also useful for verifying the interest of Italian citizens in voting and I can say with certainty that compared to the low number of voters in an electorate which covers four continents, one sixth of these voters are Italians in Australia, therefore there are more than 45,000 Italian citizens that vote from Oceania.

In any case, the numbers are rather low compared to the large presence of Italians in Australia. What is the barrier for asking for dual citizenship and why do many complain about how it is impossible to reacquire citizenship despite being born in Italy?

The problem of citizenship is complicated and began initially in the first years of Italians migration to Australia when, if someone wanted become an Australian citizen, they had to renounce Italian citizenship. Over time this regulation changed to the point that Italy opened a five year legislative window that allowed people to reacquire Italian citizenship, especially those who arrived as minors and were subject to the decision of the parents to renounce Italian citizenship. Aside the lack of information to Italians overseas during that well defined period, once that period ended those that had not made the request remained cut off and only a future parliament will be able to decide otherwise.

Melbourne’s Consulate managed to reduce waiting times, also thanks to excellent organization of online services. But what solution is there, especially for the older members of the community that do not know how to use the internet?

For the older people we have opened a specialized telephone that operates at set times as we know full well that many Italians who migrated in the years immediately following the war are now at an age that does not allow them at adapt to the new technologies.

Going back to the question of citizenship and considering the high numbers of Italians living overseas, should not opening citizenship even more to children and grandchildren require some condition of showing that they are culturally Italian, beginning with speaking our language properly?

I am a functionary of the State and I do not make the laws, I apply them. Our law has no link between citizenship and language.

What are the next commitments for Melbourne’s Consulate?

At the end of the elections our task will be to verify the effective numbers of Italians that voted considering that a number of the envelopes that were returned. This work will be useful for updating the personal data of each. Aside from this and thanks to the experience gained around the world, as one of the main commitments every day I am involved in the commercial promotion of Italian companies that are reaching towards the State of Victoria and easing the bureaucracy that they have to handle. It is an exciting job which shows the liking of Australians for our food products.   In this regard I wish to remind you that the Italian community has given a lot to Australia in work and creativity. A lot of good commercial practices come from Italians that continue even now with the many young graduates that come here for work experience and give added value to a growing country.

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