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Arte & Cultura

Ceretti 1259 – l’eccellenza italiana di Irene che sfida il mondo

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Tempo di lettura: 9 minuti

A Palestrina Irene Ceretti riporta in vita l’Arte Orafa degli Antichi Etruschi, una tecnica antica e leggendaria come la storia dello splendido Palazzo Barberini, che ospita la “Bottega Artigiana 1259 Orafi Ceretti” e che sovrasta dall’alto la splendida cittadina.

 di Alessio Zedda

Anche una semplice passeggiata e una visita ad un Museo possono trasformarsi in un’esperienza indimenticabile. E no, non parliamo di arte o di archeologia, ma di giovani con passioni antiche. Proprio nelle vicinanze del Museo Nazionale Archeologico di Palestrina, accanto alla piccola Chiesa di Santa Rosalia, che trova spazio nel ben più ampio complesso di Palazzo Barberini, c’è una serie di gradini in pietra che salgono verso una misteriosa stanza magica. Siamo nella “Bottega Artigiana 1259 Orafi Ceretti” un nome evocativo che suggerisce un’eredità di notevole valore, che si tramanda da tre generazioni e che oggi ha il volto giovane e determinato di Irene, la quale custodisce un’arte senza tempo, capace di riannodare giorno per giorno la trama delicata di un mestiere prezioso come i gioielli che realizza, secondo la sapienza del millenario stile etrusco.

Irene, diciamoci la verità, non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte una ragazza così giovane che rappresenta la distruzione di ogni luogo comune sui ragazzi italiani viziati e bamboccioni, che aspettano sempre che siano i genitori a preparare il futuro al posto loro. Allora la domanda è innanzitutto anche una grande curiosità: come nasce la tua passione per un’arte antica, quanto ha inciso l’atmosfera nella quale sei cresciuta?

Alessio, intanto grazie per le tue parole. Essere una “distruttrice di luoghi comuni” è un onore indicibile che stento quasi a credere di poter rappresentare. Credo che, se dovessi tracciare un inizio, un principio in cui mi sono appassionata a questa antichissima arte, sarebbe legato a diversi fattori che si sono congiunti, coincidenze assemblate che solo la vita possiede la magia di tessere assieme. Da una parte la vita dopo tante peripezie mi ha riportata a casa, alle origini della mia famiglia, con il Covid e tutto ciò che ne ha seguito: la crisi per il mercato estero e di conseguenza il rischio reale che questa antica tradizione di famiglia finisse con mio padre. Così mi sono avvicinata al laboratorio in punta di piedi, cercando di fare qualcosa per questa situazione e ho ritrovato un posto che sentivo davvero familiare. Vi ritrovo tantissime corrispondenze con gli antichi lavori di mio nonno, piccole coincidenze davvero emozionanti. Calcolando che mio nonno ed io ci siamo conosciuti appena, ho sentito per la prima volta la sensazione di ritrovarlo. D’altra parte, ho trovato un luogo dove poter esprimere completamente la mia vena creativa. Tutte le mie passioni più profonde, la Simbologia, l’Alchimia, le pietre naturali ed i loro colori, la fotografia, il disegno, l’arte. In più, non essendo mai stata un’amante della gioielleria moderna, ho ritrovato in questa versione del gioiello più antico una perfetta espressione del gioiello come amuleto, l’unico tipo di gioiello che mi rappresenti davvero. Così credo di poter riassumere l’inizio di questo grande amore per la tecnica etrusca tramandata dalla mia famiglia ormai da quattro generazioni.

Per un mestiere artigianale come il tuo, per giunta con un’elevata competenza tecnica e una maestria che richiede impegno, abilità e sacrificio, come è stato accettare la sfida della contemporaneità? Voglio sire, in un mondo velocissimo e forse un po’ superficiale, cosa significa creare pezzi unici, che richiedono tempo, pazienza e precisione millimetrica?

La sfida con la contemporaneità, la velocità e soprattutto la competitività dei prezzi di fabbrica o di lavoro in condizioni illegali che arriva dall’oriente è scoraggiante non posso dire il contrario. Ma non abbastanza da fermarmi in questo percorso in cui credo intensamente. Ed il motivo per il quale ci credo profondamente è parte del problema stesso. Ritornare all’Unicità ed alla Preziosità dell’Imperfezione in mondo così veloce, omologato e piatto per me vale tutto il progetto. La possibilità di riportare a noi, al nostro centro le nostre scelte, sentire quello che vogliamo DAVVERO. Scegliere di comprare un oggetto fatto a mano e personalizzato, un gioiello che per noi rappresenti qualcosa di profondo, sostenere una piccola realtà come la nostra è una scelta davvero coraggiosa. Avere con sé, regalare o ricevere un oggetto creato con maestria, ingegno, studio. Indossare ogni giorno un oggetto creato appositamente per noi con un significato profondo alle spalle è un’esperienza molto profonda. Provare per credere. Una fabbrica o un computer non potrà mai rimpiazzare tutto questo tipo di emozione.

La tua attività ha a che fare con l’autenticità e con l’irripetibile, valori importanti, incarnati dalle vere e proprie opere d’arte che è possibile osservare nei tuoi espositori. A pensarci bene esiste una meravigliosa continuità tra le sale del Museo Archeologico, gli affreschi di Santa Rosalia e le tue affascinanti vetrine, non trovi?

La continuità con il territorio è davvero profonda. In primo luogo, non posso non fare un collegamento storico/tecnico. La tecnica etrusca, infatti, per molti anni dopo il suo massimo splendore con il popolo etrusco svanisce un po’ nel nulla ed un alone di mistero la avvolge per lungo tempo. Capire come queste minuscole sfere restassero saldata alla lastra sembrava una sfida invincibile. Ad occhio nudo non era possibile visionare un punto di saldatura. Soltanto alla fine del diciannovesimo secolo con l’avvento dei raggi X e le scoperte delle tombe Bernardini e Barberini di Palestrina è stato possibile fare degli studi che permettessero di risalire concretamente a questo tipo di lavorazione dei metalli.
Dunque un legame davvero profondo con Palestrina ed il Palazzo Barberini che ci ospita in quelle che erano le sue antiche cucine. Parlando più concretamente, le nostre creazioni riportano indietro nel tempo con le loro linee antiche e sicuramente si sposano benissimo con le antiche mura di questo meraviglioso palazzo, creando un’esperienza molto più immersiva nella storia di ogni nostro gioiello. Aggiungo che mi piace particolarmente essere nelle antiche cucine di Palazzo in quanto è come se continuassimo a creare e cucinare al suo interno, avendo solamente cambiato gli ingredienti.
Più di ogni altra cosa, è un onore immenso essere nei pressi dei Santuario della Fortuna Primigenia e tutto quello che rappresenta nella simbologia della Madre Terra e del Femminile in quanto donna della famiglia a portare avanti questa tradizione.

L’Arte Orafa degli Antichi Etruschi è una tecnica molto particolare, dentro le abilità di un mestiere che non tutti conoscono, possiamo dire, anzi, che in pochi ne sono a conoscenza. Ci vuoi raccontare come nasce questa passione nella tua famiglia?

La mia famiglia viene a conoscenza di questa tecnica grazie al mio Bisnonno, incisore, che porta mio nonno molto giovane ad imparare l’arte orafa in una bottega che utilizzava anche la tecnica etrusca insieme a molte altre. Mio nonno però essendo un’amante devoto del mondo antico, se ne appassionò subito e di seguito scelse di aprire un suo laboratorio, dove la tecnica etrusca sarebbe diventata la tecnica di punta in cui si sarebbe specializzato sempre più sino all’eccellenza.

Nel tuo laboratorio si opera con delle sfere talmente piccole da risultare microscopiche, si tratta del cosiddetto “pulviscolo”, una lavorazione talmente difficoltosa da essere quasi completamente abbandonata, ce la vuoi raccontare?

A proposito di eccellenza Il “pulviscolo” è la misura più piccola di palline che noi applichiamo nella creazione di gioielli. Le microsfere sono quasi impercettibili all’occhio nudo, se non per il risultato di una texture molto brillante a primo impatto può quasi dare l’impressione di una sfaccettatura, ad uno sguardo più attento invece si percepiscono le tantissime microsfere una accanto all’altra applicata una per una a pennello e saldate a fiato. Al momento non ne abbiamo trovati altri nel mondo a saper saldare questo tipo di palline, questa “polvere” di metallo da cui prende il nome “Pulviscolo”.

Entriamo un po’ nello specifico della tua attività, appena sono entrato nella tua bottega ho subito percepito che si trattava di un luogo magico, reso unico dalla presenza di oggetti d’artigianato estremamente raffinato, decisamente fuori dall’ordinario, come si riesce a comunicare tanta bellezza all’esterno?

 

Credo di poter dire solamente che in ogni oggetto c’è molta cura, tempo, dedizione e maestria. Ogni oggetto non credo di sbagliare a dire che sia pieno di amore per questa antica lavorazione, per il nostro e tutto quello che rappresenta per noi. Ogni oggetto ha un disegno, una pietra, una costruzione studiata e sentita. Può essere legato ad un mito, una tradizione antica, una leggenda. Ogni oggetto ha una storia. Ogni oggetto è un PEZZO UNICO e, secondo me, già solo questo riassume tutto quello che ho già scritto e potrò mai scrivere rispetto al nostro progetto che è 1259. Nessuno potrà comprare esattamente lo stesso pezzo una seconda volta all’interno del nostro laboratorio, anche i progetti di cui abbiamo uno stampo non avranno mai la resa completamente identica ad un’altra.

Irene, ci racconti un pochino della tua clientela? Chi sono le persone che varcano la soglia della tua bottega ed entrano in questo mondo sospeso tra passato e futuro?

Per quanto riguarda la clientela, mi sento di poter dire che è molto molto varia. Sicuramente tutti i coraggiosi che entrano anche solo a curiosare solo legati uno all’altro da una profonda curiosità. Curiosità per l’artigianato, il mondo antico, la simbologia, le pietre, l’arte e credo per la vita in generale.
Devo ammettere che spesso sono persone con cui mi ritrovo a chiacchierare e che si affezionano profondamente al progetto ed alla famiglia. Ognuno di loro per me è incredibilmente importante e coraggioso. Trovo sempre il modo di ricambiare questo coraggio e il bene di ogni cliente più affezionato e voglio continuare per sempre a farlo.

Oggi l’e-commerce rappresenta una importante fetta di mercato per qualsiasi attività commerciale, ma i prodotti venduti attraverso le piattaforme digitali sono standardizzati, costruiti in serie e fondamentalmente indistinguibili gli uni dagli altri, come si fa a trovare un proprio spazio di qualità in un contesto così dispersivo?

Sicuramente la visione dal vivo ha un valore completamente diverso e un sito od un e-commerce un pochino spengono il primo impatto visivo e l’esperienza profonda di cui parlavamo precedentemente anche legata alle mura stesse in cui lavoriamo. Ma sono molto convinta che un bravo sviluppatore aiutato con una visione chiara di quello che deve essere il risultato finale ed un buon fotografo, insieme possano comunque realizzare un prodotto finale che permetta al cliente di immergersi nel nostro mondo di artigianato e di pezzi unici anche online.

Viviamo un’epoca dove la competizione è costruita sul prezzo più basso possibile, la riduzione del costo è lo strumento migliore, dal momento che la vendita a distanza non consente di valutare la qualità del prodotto, invece vivere con i propri sensi, da vicino, queste piccole e preziose opere d’arte è un’esperienza che rende giustizia al sacrificio di chi le realizza, come possiamo trasmettere il valore della genialità dei nostri Avi Etruschi?

Viviamo in un’epoca di radicata di superficialità ma credo anche che ci si stia un po’ “svegliando” da tutto questo. Credo che, se spiegato bene, con la storia della nostra famiglia, con una buona descrizione della lavorazione, il nostro prodotto nelle mani di chi è stanco delle solite proposte di gioielleria e nelle mani di tutti i nuovi appassionati di una visione più spirituale e meno materialistica della vita, in queste mani i nostri prodotti sono convinta che possano comunicare il loro valore anche a distanza, online.
Sicuramente le foto e i video, una buona comunicazione anche sui social possono aiutare in questo e diventano fondamentali ai giorni nostri. In più sul nostro sito c’è una grande sezione dedicata alla personalizzazione, che può avvenire tramite messaggi scritti ma anche tramite un racconto audio ed anche questo ci piaceva per riuscire a metterci in contatto con il cliente anche a distanza e far arrivare l’importanza per noi di creare pezzi personalizzati e su misura della storia del cliente.

Nel ringraziarti per questa bella chiacchierata vorrei chiederti un’ultima cosa, che riguarda un futuro più o meno immaginario, ma che ritengo utile a definire le prospettive del nostro artigianato d’eccellenza: come immagini la continuazione di questo “mestiere” a cavallo tra abilità manualità e intuizione artistica per la generazione che arriverà dopo di te?

Questa credo che sia una domanda davvero impossibile per me, non parlo mai per altri non ho la competenza e l’esperienza per farlo. Non mi sento affatto in grado di poter dare parole per una generazione che avrà sicuramente strumenti di cui io ancora non riesco a concepire neanche l’esistenza. Posso dire quello che spero e che vorrò trasmettere con tutta me stessa: il gioiello come amuleto, qualcosa che diventi una parte di noi da scegliere di indossare ogni giorno. Una storia, una parte di noi, un traguardo o un meraviglioso fallimento che prendono forma, che diventano preziosi.
Non so cosa faranno le generazioni successive, ma io in questa che mi spetta porterò avanti questo tipo di visione del gioiello con tutto il cuore che ho nel petto.

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