Mondo
Anche un transessuale sulla copertina di Playboy
Dopo Barbara D’Urso, Ornella Muti, Marilyn Monroe e altre note attrici, anche un transessuale finisce sulla copertina di Playboy.
di Vito Nicola Lacerenza

La celebre rivista erotica americana Playboy ha scelto, per la prima volta, una modella transgender per la sua copertina. È Vittoria Schisano, nome di battesimo Giuseppe Durante. Si tratta di un cambio epocale per la storia del giornale che, da più di sessant’anni ha rappresentato le attrici più sexi del momento, anche dell’Italia, come Barbara D’Urso e Ornella Muti. Come loro anche Vittoria Schifano è finita sulla copertina di Playboy, coronando così il sogno di una vita. «Posare su Playboy, il giornale maschile che da sempre celebra la bellezza femminile e sul quale hanno posato tutte le donne più belle del pianeta, per me è un grandissimo onore, è stato sempre il mio sogno- ha detto Giuseppe Durante diventato Vittoria Schisano modella- Trovarsi in copertina oggi, dopo essere riuscita a realizzare il sogno di diventare anche fisicamente una donna, assume per me una valenza doppia. Non è un bisturi a renderti donna, ma sei donna innanzitutto nella tua anima.».
Parole dettate da un senso della femminilità forte, costruito nel tempo, fin dai primi anni dell’infanzia, dove Giuseppe Durante, allora bambino, osservava curioso sua sorella più grande. Crescendo, poi, la sua curiosità si è trasformata nell’irrefrenabile volontà di essere transgender, vincendo la paura di essere giudicato dagli altri. Adesso Vittoria Schisano, dall’alto del suo successo, può raccontare sorridendo la sua storia accanto al suo fidanzato, Fabrizio Vannucci. «Avevo cinque anni, volevo essere come mia sorella più grande e sognavo di fare l’attrice. Ma come spesso capita, nessuno spiega nulla quando si è piccoli. – ha raccontato Vittoria – Ho cercato di esorcizzare i pensieri facendo essere Giuseppe sempre e sempre più uomo, tramite la barba per esempio. Fino a quando, cinque anni fa, la svolta. Oggi ho 32 anni e a 27 ho avuto il coraggio di dire a me stessa la verità e sono rinata. Ho cominciato il mio percorso… L’alternativa era morire annegata o imparare a nuotare non con le pinne, ma con il tacco 12. E devo dire che si nuota molto bene. Giuseppe oggi lo vivo come un fratello».
