Cinema & Teatro
Al cinema l’avvincente thriller fantascientifico di Timur Bekmambetov. Mercy: sotto accusa
Mercy: sotto accusa. Un thriller processuale con un ritmo teso e incalzante, condito da una discreta dose di action.
di Marvyn Mura
Mercy: sotto accusa è il nuovo film di Timur Bekmambetov (I guardiani della notte, Wanted) con protagonista Chris Pratt (Jurassic World, Guardiani della Galassia), ed è un ambizioso e avvincente thriller fantascientifico, che mischia azione, sci/fi a thriller processuale.
Chris Pratt interpreta il ruolo di detective in un futuro prossimo, che viene accusato di aver ucciso la moglie e deve in 90 minuti ricostruire il suo passato e dimostrare di essere innocente mentre viene interrogato da una Intelligenza Artificiale (Rebecca Ferguson).

Mercy è (per buona parte) un thriller processuale con un ritmo teso e incalzante, condito da una discreta dose di action.
Timur Bekmambetov è un autore discontinuo, con una carriera altalenante; ha diretto prodotti interessanti (I guardiani della notte), ma anche polpettoni indigesti (il remake di Ben Hur); comunque è un regista che, nel bene e nel male, ha sempre avuto un occhio di riguardo per la sperimentazione di tecniche visive, spesso anche innovative; nel caso di Mercy il regista si diverte molto ad utilizzare vari linguaggi audiovisivi, dalle riprese realizzate con i droni alle riprese con le bodycam, dall’uso di smartphone, webcam etc.
In Mercy l’uso di tutti questi linguaggi risulta essere molto coeso e gestito discretamente.
I riferimenti a film o opere sci/fi del passato non mancano, ci sono citazioni a Minority Report, al cinema di Tony Scott (Deja Vu nello specifico) e al cinema, spietatamente satirico, di Paul Verhoeven. Mercy è un film che propone vari spunti, come l’avanzamento e l’umanizzazione dell’IA, l’utilizzo della IA, quindi di dati freddi e algoritmi, in un contesto delicato come quello giuridico; di fatto in Mercy tutto il sistema giuridico viene semplificato a causa dall’aumento della criminalità e quindi viene istituito un tribunale fittizio e artificiale, in cui unico giudice è una Intelligenza Artificiale e non esistono avvocati; una vera e propria distopia.

Mercy ha un buon cast, Chris Pratt, nel ruolo del detective Chris Raven, è molto immedesimato nel suo ruolo e non appare mai svogliato, mentre Rebecca Ferguson è una convincente e fredda IA.
Il film è condito da una buona fotografia e dalla efficace e incalzante colonna sonora elettronica di Ramin Djawadi (Games of Thrones).
Mercy: Sotto accusa è sicuramente un film interessante, consigliato ai fan dei film distopico/sci-fi e agli appassionati dei romanzi di Philip K. Dick; il regista kazako realizza uno dei suoi film più riusciti dopo alcuni anni di flop e pellicole mediocri (anche se Profile aveva una buona idea di base).
Mercy è una delle sorprese di questo 2026, un solido e ambizioso film di intrattenimento che pone delle riflessioni e che omaggia fortemente il cinema fanta-action degli anni novanta e inizi duemila.
