Social Network

Attualità

ABRUZZO – Borghi montani, cresce ancora la popolazione. Oltre mille abitanti in più dopo la “Legge per la Montagna”

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 3 minuti

La “Legge per la montagna”, tuttora in vigore, prevede una serie di misure mirate: assegni di natalità, contributi economici per i nuovi residenti, incentivi per la nascita di nuove attività imprenditoriali e, più di recente, il rimborso delle rette scolastiche.

di Laura Marà

A quattro anni dall’approvazione della legge regionale 32 del 21 dicembre 2021, l’Abruzzo registra un’inversione di tendenza nei comuni montani a rischio spopolamento: secondo gli ultimi dati, diffusi dal Comitato per la Legislazione del Consiglio regionale, sono oltre mille gli abitanti in più rispetto al 2021.

La “Legge per la montagna”, tuttora in vigore, prevede una serie di misure mirate: assegni di natalità, contributi economici per i nuovi residenti, incentivi per la nascita di nuove attività imprenditoriali e, più di recente, il rimborso delle rette scolastiche.

Il Comitato, presieduto dalla consigliera Carla Mannetti, ha presentato un aggiornamento del dossier nel corso di una conferenza stampa, a seguito di 22 audizioni svolte negli ultimi nove mesi con sindaci, rappresentanti degli enti locali e uffici regionali. All’incontro hanno preso parte anche il vicepresidente Pierpaolo Pietrucci e i consiglieri Maria Assunta Rossi, Daniele D’Amario, Erika Alessandrini e Antonio Di Marco.

“Il documento rappresenta un primo bilancio dell’efficacia della norma – ha dichiarato la presidente Mannetti – e costituisce una base di lavoro per eventuali modifiche e aggiornamenti, che saranno oggetto di confronto a settembre in un incontro con sindaci, Uncem, Anci, Snai e gli assessori regionali competenti”.

Dati aggiornati e risorse stanziate

I comuni interessati dalle misure sono 176, tutti con meno di 3.000 abitanti o con forti criticità demografiche. Tra il 2022 e il 2024 sono stati stanziati complessivamente 11 milioni di euro:

  • 8,3 milioni destinati ai nuovi residenti;
  • 2,7 milioni per gli assegni di natalità;
  • risorse aggiuntive sono state impiegate per il rimborso delle rette scolastiche, introdotto nel 2023.

Alla prima apertura del bando per il rimborso scolastico hanno risposto 42 famiglie; il contributo è stato concesso a 35 studenti.

Per quanto riguarda le attività economiche, nelle aree montane sono nate:

  • 11 nuove imprese nel 2022,
  • 19 nel 2023,
    oltre il 70% delle quali attive nel settore dei servizi e del commercio, mentre la restante parte opera in ambito agricolo.

Nel 2025, la Regione ha deciso di rafforzare ulteriormente la misura. Sono stati stanziati 4 milioni di euro per l’anno in corso, con l’obiettivo di rendere più accessibili e più semplici i requisiti per ottenere i contributi. L’incentivo per i nuovi residenti, ad esempio, può arrivare a 2.500 euro annui per tre anni, e ulteriori somme sono previste per chi decide di avviare un’attività nei territori montani.

L’assessore Pietro Quaresimale ha inoltre annunciato un nuovo pacchetto di 6 milioni di euro per interventi strutturali, dedicati all’attrattività dei piccoli comuni attraverso progetti di rilancio ambientale, turistico e infrastrutturale.

Un primo bilancio positivo, ma con margini di miglioramento

Secondo quanto emerso dalle audizioni del Comitato, la legge ha avuto un impatto positivo, ma restano alcune criticità. I sindaci segnalano difficoltà legate alla carenza di servizi essenziali – trasporti, sanità, digitalizzazione – che continuano a rappresentare un ostacolo per il reinsediamento stabile delle famiglie.

“Abbiamo bisogno non solo di incentivi economici, ma anche di una visione più ampia – ha sottolineato il consigliere Di Marco –. Senza servizi di base, è difficile garantire un ritorno reale nei piccoli centri”.

Nonostante le difficoltà, i numeri parlano di una tendenza finalmente in controtendenza: dopo decenni di calo, i comuni montani abruzzesi stanno riscoprendo una nuova vitalità, in parte grazie alle misure introdotte con la legge regionale. Il vero banco di prova sarà però il futuro: rafforzare le misure esistenti, integrare le richieste dei territori e garantire continuità ai finanziamenti saranno le chiavi per consolidare i primi risultati raggiunti.

Advertisement