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25 aprile. Giulianova ricorda i marò Giannino e Domenico Marà a 81 anni dalla loro scomparsa

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In occasione della Festa della Liberazione, nella giornata del 25 aprile 2026, i marò Giannino e Domenico Marà, sono stati ricordati a 81 anni dalla loro scomparsa.

di Laura Marà

In occasione della Festa della Liberazione, nella giornata del 25 aprile 2026, i marò Giannino e Domenico Marà, sono stati ricordati a 81 anni dalla loro scomparsa.

Giannino, arruolato come marò nella Regia Marina, l’arma navale del Regno d’Italia, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderì alla divisione partigiana Garibaldi operante in Jugoslavia. Morì proprio il 25 aprile 1945, ucciso alle spalle mentre rientrava verso l’Italia. La sua storia, insieme a quella di Domenico Marà, si intreccia con quella di tanti militari italiani che, lontani da casa, scelsero di continuare a combattere per la libertà.

La comunità riunita in piazza

La commemorazione si è svolta il 25 aprile alle ore 11 in piazza Marà, a Giulianova Lido dove è stata disposta una corona di fiori in memoria dei marò.

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Fare APS, presieduta da Andrea Marà e ha visto la partecipazione dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, sezione di Giulianova.

Presenti i nipoti tra cui Marco e Gianni, in un momento di raccoglimento condiviso con familiari, cittadini e associazioni.

Le parole del ricordo

A dare voce alla memoria è stato Domenico Corneli, nipote di Domenico Marà che con il suo discorso sentito e partecipato ha ricordato il valore umano e morale dello zio, sottolineando il suo senso del dovere e la scelta di continuare a combattere in un contesto di estrema difficoltà. Le sue parole hanno restituito la dimensione di una generazione segnata dalla guerra ma capace di compiere scelte di grande responsabilità.

“Domenico era un ragazzo di Giulianova, un giovane come tanti chiamato a servire il proprio Paese in un tempo difficile. Entrò nella Regia Marina e divenne Marò Scelto affrontando il mare e la guerra con senso del dovere e dignità. Partecipò alla Battaglia di Pantelleria il 24 Marzo 1943 e perse la vita in seguito a un’azione di guerra, lontano da casa, nell’adempimento del proprio dovere. Oggi nel giorno della Liberazione il suo ricordo assume un valore ancora più profondo, perché la libertà che celebriamo è frutto del sacrificio di uomini come lui”.

Particolarmente toccante anche la recita della preghiera del marinaio, affidata a Cristian Bondi, presidente della sezione locale dell’Associazione Marinai d’Italia, che ha accompagnato il momento conclusivo della cerimonia.

Preghiera del Marinaio

A Te, o grande eterno Iddio,
Signore del cielo e dell’abisso,
cui obbediscono i venti e le onde,
noi uomini di mare e di guerra,
Ufficiali e Marinai d’Italia,
da questa sacra nave armata della Patria
leviamo i cuori!

Salva ed esalta nella Tua fede, o gran Dio,
la nostra Nazione,
dà giusta gloria e potenza alla nostra Bandiera.
Comanda che la tempesta e i flutti servano a Lei,
poni sul nemico il terrore di Lei.

Fa’ che per sempre la cingano in difesa
petti di ferro, più forti del ferro
che cinge questa nave;
a Lei per sempre dona vittoria.

Benedici, o Signore, le nostre case lontane,
le care genti;
benedici nella cadente notte il riposo del popolo,
benedici noi, che per esso vegliamo
in armi sul mare.

Il valore della memoria nella Festa della Liberazione

La commemorazione del 25 aprile a Giulianova ha rappresentato momento di memoria storica condivisa. Ricordare Giannino e Domenico Marà significa dare un volto concreto alla Resistenza italiana e al sacrificio di tanti giovani che hanno contribuito alla conquista della libertà.

Celebrare queste figure oggi vuol dire riconoscere il valore delle loro scelte e il peso del loro sacrificio per la patria. È anche un modo per ribadire quanto la libertà, al centro della Festa della Liberazione, non sia mai scontata, ma il risultato di decisioni difficili e coraggiose.

In giornate come questa, la memoria diventa un ponte tra passato e presente, capace di parlare alle nuove generazioni e di ricordare a tutti che la storia è fatta anche di vite come quelle di Giannino e Domenico Marà, il cui esempio continua a vivere nel tempo.

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